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Ischia, ancora neve!

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Ischia, 15 Gennaio. Il vortice freddo in formazione sull’Italia ha provocato condizioni di maltempo sulle regioni centro-meridionali e l’aria fredda preesistente e quella richiamata dalla stessa depressione ha favorito episodi nevosi fino a quote basse sulle aree interne peninsulari.

I più temerari oggi si sono avventurati sulla cima del Monte Epomeo a quota 700 metri e hanno potuto godere di uno spettacolo raro per l’isola, l’ultimo dei quali risale a cinque anni fa.

Foto dell’Eremo di San Nicola innevato di Nello Ascanio e Francesco Mazzella.

fonte: Epomeo, torna la neve in vetta

Stanno portando gli Hobbit ad Isengard! – Full version

Vi riproponiamo un video registrato sulle pendici del Monte Epomeo, la vetta più alta dell’isola d’Ischia.

Scopo del progetto “Fototrilogia” è trasformare Ischia nella “Terra di Mezzo” ritraendo attraverso la fotografia vari luoghi dell’Isola d’Ischia e ricercando quelle sfumature tali da rendere il nostro luogo nativo il natural scenario delle avventure di Hobbit, Elfi, Nani e Uomini.

Auricolari alla mano e buona visione!

Sinossi: Aragorn, Legolas e Gimli sono rimasti separati dal resto della Compagnia e stanno seguendo le tracce dei giovani Hobbit Meriadoc e Pipino, catturati dagli Orchi sulle sponde della boscosa Parth Galen. La compagnia si è sciolta, Sam e Frodo si dirigono a Est. Boromir è morto in battaglia e Gandalf è caduto nelle miniere di Moria antecedentemente nel tentativo di salvare la Compagnia dall’attacco del pericolosissimo demone dell’antichità, un Balrog.

La Compagnia va a Sud – Ischia come la Terra di Mezzo

Vivere Ischia non è un motto bensì una esperienza sempre meravigliosa. Chi abita ad Ischia è fortunato: il costante clima mite (anche nei periodi invernali), stimola anche i più pigri ad avventurarsi o cimentarsi in sessioni di sentieristica boschiva o passeggiate tranquille in ampie pinete panoramiche. Perché ancora una volta “Ischia come la Terra di Mezzo”? Perché la nostra passione per la letteratura Tolkeniana trova la sua massima espressione di significato appunto nella natura, elemento principale caratterizzante del viaggio di Frodo verso la cima del monte Fato. “The Road goes on and on”, così recita un passo de “Il Signore degli Anelli”, tradotto con un “la via prosegue senza fine”; la via della nostra passione, intervallata da incombenze, ci riporta sempre in luoghi magici e misteriosi, come la bellissima pineta a ridosso di Monte Vico in Lacco Ameno che si affaccia su un colorato e rigoglioso attracco marino spaziando con profondità nel mare blu in varie prospettive.
Qui la nostra fantasia ha aperto le pagine del romanzo per far rivivere Ischia nelle parole di Tolkien; 

fermi per una pausa notturna, prima di ripartire dal territorio dell’Agrifogliere, Frodo, Gandalf, Legolas e Aragorn fanno da attori a questo meraviglioso sfondo.

Un tocco di fumettistica “home made” e i personaggi parlano la loro storia, la nostra storia, quella dell’amore per la natura ed il connubio con la letteratura, evento imprescindibile a chi di Tolkien ha fatto il suo compagno di viaggio nella vita.

Buona lettura!

P.S. Special guests mio figlio nei panni di Frodo e Giovanni Legolas 😊

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fumetto
Fumetto “L’anello va a Sud”

Halloween Tolkeniano, essere o non essere “Orco”

Quest’anno in occasione di Halloween, ci siamo cimentati nella realizzazione di un piccolo foto-filmato, con l’obiettivo di unire un po di “macabro” della ricorrenza ad un argomento molto noto ai fan di Tolkien, come sono nati gli Orchi.

Armati di fotocamera abbiamo fotografato diversi luoghi ischitani siti in località Candiano ed Olmitello e li abbiamo trasformati in un video con un po di fantasia.

Tolkien narra tra le pagine de “Il Silmarillion”, nella Prima Era di Arda:

« Tutti coloro dei Quendi che caddero nelle mani di Melkor furono imprigionati in Utumno prima che esso fosse distrutto e per mezzo di lente arti crudeli vennero corrotti e resi schiavi; e così Melkor generò l’orrenda razza degli Orchi che sono un atto d’invidia e di scherno verso gli Elfi, dei quali in seguito furono i nemici più irriducibili. »

 

Le razze di Orchi generate da Melkor si diversificarono in un gran numero, sparse qua e là per le Grandi Terre; la razza più antica è quella degli Orchi del Nord, i suoi servitori; essi vivevano in Angband o sparsi per il Beleriand, tuttavia non erano una razza uniforme, poiché anche essi si distinguevano in:

 

  •  Orchi comuni, di piccola statura, i primi ad essere generati;
  •  Orchi “di una razza feroce, crudeli e astuti“, che nei Racconti incompiuti assalgono il Brethil, venendo poi sgominati dagli Uomini dei Boschi guidati da Túrin;
  • i Gong, presenti nei Racconti perduti e definiti come “oscuramente apparentati con gli Orchi“, ma elencati assieme agli Orchi come un razza a sé stante. Essi saccheggiarono il Nargothrond dopo la caduta di questo ad opera di Glaurung; tuttavia non è certo se poi Tolkien li abbia cancellati dalle leggende o essi siano parte degli Orchi in generale che servono Morgoth;
  • i Goblin, tipi di orchi leggermente più bassi dei normali orchi e vivono sottoterra. Nell’opera di Tolkien, “Goblin” non è altro che un sinonimo di Orco, utilizzato quasi esclusivamente ne Lo Hobbit. “Orc” non è una parola inglese, e Goblin sarebbe, quindi, soltanto la sua traduzione: ne Le due torri, il termine Goblin viene utilizzato riferendosi agli Uruk-hai di Saruman, mostrando fuor di dubbio la sua natura di sinonimo.
  • infine ci sono i Sarqindi, Orchi cannibali citati sempre nei Racconti perduti e incontrati da Eärendil nei suoi viaggi.

(fonte: wiki)

Ischia in una foto del 1958

Grazie ad Ischiarchivio vengo a conoscenza dell’antica Via Michele Mazzella, presumibilmente tra gli anni 1956-58; in fondo a sinistra l’edificio pare sia stata la vecchia caserma dei pompieri in costruzione; per intenderci, questa è la strada che conduce all’attuale Piazza degli Eroi. Una zona completamente brulla di pineta. Da testimonianze, all’altezza dell’odierna Via Foschini (unica traversa presente, soprannominata “la pineta di Foschini”) vi era uno spiazzale chiamato Vaccaria, con quattro costruzioni di mattoni ospitanti gruppi di vacche e allo stesso tempo zona di pascolo gestite da mandriani locali.