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#HobbitVillage2015: sulle orme di fan e appassionati Tolkeniani – immagini

fonte: hobbitvillage2015

Quest’anno, Barletta ha ospitato il 5 e 6 Settembre un nuovo evento Tolkeniano, Hobbit Village, caratterizzato dalla forte presenza internazionale dei suoi ospiti e delle attività offerte agli appassionati lettori e conoscitori dell’opera di J.R.R. Tolkien. Lo scorso anno Barletta ospitò i due importanti illustratori inglesi Roger e Linda Garland e quest’anno, rinnovando la collaborazione con Davide Martini, il direttore artistico del Greisinger Museum (Svizzera, Jenins) e con lo stesso museo guidato da Bernd Greisinger, ha avuto il grande onore di ospitare una mostra unica nel suo genere. Per la prima volta in Italia, il visitatore ha ammirato le tavole originali di artisti che hanno fatto la storia dell’arte tolkieniana: Cor Blok Piero Crida. A loro si è unito la giovane promessa Andrea Piparo.

Cor Blok è nato a L’Aia nel 1934, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti. Dopo la laurea nel 1956, ha lavorato presso il Gemeentemuseum fino al 1965 dove ha, tra le diverse cose, realizzato il catalogo della grande collezione conservata nel museo delle opere di Piet Mondrian. Durante questo periodo, dipinse anche circa 140 opere ispirate a Il Signore degli Anelli, con una selezione di queste che espose a L’Aja nel 1961. L’editore di J.R.R. Tolkien, Rayner Unwin, inviò allo scrittore cinque immagini. Tolkien ne rimase così colpito che volle incontrare l’artista, iniziando con lui una corrispondenza e acquistando per sé alcune delle opere. Le immagini di Cor Blok sono paragonabili all’arazzo di Bayeux: ciascuna racconta con uno stile semplice e immediato una vicenda epica, ma sotto questa semplicità si cela un linguaggio incisivo e potente che diventa sempre più efficace man mano che la storia procede… Alcune delle opere di Blok furono utilizzate dalla Spectrum per l’edizione economica in tre volumi e per quella rilegata in volume unico (1965-1978), della versione olandese del Signore degli Anelli. Del suo enorme lavoro sull’opera tolkieniana è stato pubblicato il volume A Tolkien Tapestry – Pictures to accompany The Lord of the Rings (HarperCollins, 2011) tradotto in Italia L’Arazzo di Tolkien: Immagini ispirate al Signore degli Anelli (Bompiani, 2011). Cor Blok vive ad Amsterdam, dov’è attualmente impegnato su una graphic novel.

 

 

Piero Crida è l’illustratore delle copertine dei libri di Tolkien pubblicate da Rusconi tra il 1970 e il 1995. Nasce a Torino e compie i suoi studi presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. Ha insegnato Storia dell’Arte ed Estetica al Museo di Arte Moderna di Torino e alla Fondazione dei Centri di Studi Europei della stessa città. Ha disegnato collezioni di tessuti per Missoni, Etro, e Benetton, nonché gioielli di Pomellato e Sicard, piastrelle in ceramica per Opificio Umbro e illustrazioni per Rusconi, Franco Maria Ricci e tanti altri. Le sue illustrazioni si trovano su Vogue, Harper Bazaar e Vanity e mentre i suoi libri-oggetto, pezzi unici, su testi di Evelina Schatz, sono esposti alla Biblioteca dell’Accademia delle Scienze di San Pietroburgo. I suoi acquerelli sono stati esposti in Europa, Sri Lanka e Stati Uniti e sono stati in asta da Sotheby. È l’illustratore delle copertine dei libri di J.R.R. Tolkien pubblicate da Rusconi: Il Signore degli Anelli (1970 e 1977); La Compagnia dell’Anello, Le Due Torri e Il Ritorno del Re (1974); Albero e Foglia (1976); Le avventure di Tom Bombadil (1978); Il Silmarillion (1978); Immagini (1989); i Racconti incompiuti (1982); i Racconti perduti (1987); i Racconti ritrovati (1986) e infine la Realtà in Trasparenza. Lettere 1914-1973 (1990).

 

Andrea Piparo nasce a Roma nel 1990, si diploma al Liceo Artistico di via Ripetta e prosegue gli studi frequentando il corso di illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics. Ha esposto le proprie opere in varie collettive,prodotto diversi ritratti su committenza, è stato l’autore di alcune illustrazioni del Calendario 2013 della Polizia di Stato e, su richiesta di privati, di altre immagini per calendari. Ha esposto in diverse manifestazioni quali la prima e la seconda edizione di Fantastika a Dozza (BO) nel 2014 e 2015 e allo Spazio Fumetto “Wow” di Milano. La sua produzione spazia dalla ritrattistica allo Still life, ma la passione per il genere Fantasy lo indirizza prevalentemente verso tale espressione artistica, nella quale manifesta la sua attenzione ai dettagli, coniugata all’amore per la pittura realista e il disegno a matita. Attualmente vive e lavora a Castelnuovo di Porto in provincia di Roma.

 

Presenti all’Hobbit Village la più grande libreria Tolkeniana Olandese, il Tolkienshop gestito da Renè van Rossenberg; l’iniziativa Libera un libro, a cura dell’Associazione Collezionisti Tolkieniani Italiani ed una esposizione di Vespe storiche.

Il contest fotografico all’interno della magnifica location del Castello Svevo di Barletta e tantissimi laboratori:

Pipe artigianali in legno della Terra-di-Mezzo

a cura di Arcangelo Ambrosi

Disegnare la Terra-di-Mezzo

a cura di Andrea Piparo

Scrivi il tuo nome in elfico

a cura di Roberto Fontana

 

Un Incontro nazionale dei collezionisti tolkieniani italiani, a cura dell’Associazione Collezionisti Tolkieniani Italiani

Negli ultimi anni il collezionismo tolkeniano in Italia è cresciuto grazie alle pellicole del regista neozelandese Peter Jackson ispirate alle opere di Tolkien. Oggetti, memorabilia e soprattutto libri, sono cercati e contesi dagli appassionati nei mercatini e sui siti internet. Grazie ai massimi esperti del settore scoprirete dove, quando e cosa cercare per rendere unica la vostra collezione a prezzi ragionevoli.

 

Paolo Gulisano

“Dalla Terra di Mezzo all’Isola di Smeraldo: i rapporti di Tolkien con l’Irlanda”

Nel 1955, terminata la pubblicazione del Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien pubblicò sulla rivista “Time & Tide” un poema, il cui titolo, in lingua gaelica, era “Imram”. Si trattava della versione tolkieniana del Viaggio di san Brendano, un classico della letteratura medievale, in cui si racconta di un monaco irlandese dell’Alto Medioevo che dalle coste dell’Isola di Smeraldo salpa  verso Occidente. Nel poema di Tolkien, il monaco arriverà nientemeno che a ValinorPaolo Gulisano ha per primo tradotto in italiano questa autentica gemma della produzione tolkieniana, e la presenterà collocandola nell’ambito della cultura irlandese che fu familiare a Tolkien fin dall’infanzia, prima ancora di approfondirla nei suoi studi filologici e mitologici.

 

Italian Special Guest

“Piera Crida e l’arte d’illustrare J.R.R. Tolkien”

Adriano Monte Buzzetti intervista Piero Crida

Piero Crida parla del ritrovamento della cartella contenete i disegni originali delle copertine edite e inedite che realizzò tra il 1970 e il 1990 per i libri di Tolkien pubblicati da Rusconi. Una testimonianza unica per scoprire un pezzo importante della storia tolkieniana italiana. Crida è stato, infatti, l’illustratore delle copertine dei libri di J.R.R. Tolkien pubblicate da Rusconi: Il Signore degli Anelli (1970 e 1977); La Compagnia dell’AnelloLe Due Torri Il Ritorno del Re (1974); Albero e Foglia (1976); Le avventure di Tom Bombadil (1978); Il Silmarillion (1978); Immagini (1989); Racconti incompiuti (1982); Racconti perduti (1987);Racconti ritrovati (1986) e infine la Realtà in Trasparenza. Lettere 1914-1973 (1990). Adriano Monti Buzzetti, vice caporedattore di Rai Parlamento e conduttore di diverse trasmissioni televisive sui canali RAI, è un grande appassionato di Tolkien e un ottimo illustratore.

Laboratorio di calligrafia elfica

a cura di Roberto Fontana

Esistono vari stili di tengwar (scrittura elfica, ndr). Tolkien ci ha lasciato degli esempi ditengwar “parmaite”, cioè quello usato nei libri (stile diritto e tondeggiante, come quello delNámarie postato prima), esempi di stile “angoloso” (poco utilizzato), stile “corsivo” (come la famosa incisione dell’anello). Roberto Fontana ha cercato di ideare uno stile di tengwar che fonda il corsivo di Tolkien con il corsivo della cancelleresca italiana, una delle calligrafie che egli più ammira. Ne è nato un tengwar “con svolazzi”.

 

Special Guest Cosplay
Miriam Cosplay Art
Shadowings

Special Guest Impersonator

Antonio Amoruso alias “Aragorn, Grampasso”, il quale omaggiamo con qualche foto credits per la bravura e interpretazione.

Un ringraziamento ad Antonio de Gennaro che ci ha regalato qualche immagine insieme ad ospiti ed artisti.

Un avventura da ripetere, al prossimo anno!

 

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ANTEPRIMA! Sfumature Tolkeniane al “Vespro”

Carissimi lettori ed amici di Bay of Belfalas, oggi vi presentiamo in anteprima un nuovissimo romanzo fantasy scritto da una giovane emergente scrittrice Pavese, Nadia Anostini, “La Guerra del Vespro”. Largo ai giovani talenti italiani!

La Guerra del Vespro-Kindle

 

 

“Sette anni di travaglio”, cosi hai presentato ai tuoi amici di Facebook la tanta agognata copia digitale del tuo primo libro, che ti ha mantenuta impegnata per un tempo cosi lungo! Finalmente hai pubblicato “LA GUERRA DEL VESPRO, parte prima”, l’opera che hai ideata in tre parti. Partiamo da un punto basilare: la scelta del nome “La guerra del Vespro”. Cosa o chi ti ha ispirato questo titolo?

 

Devo confessare che il titolo della trilogia ha attraversato tre fasi. Essendo che nel momento in cui ho iniziato a stendere le prime righe de “La Guerra del Vespro” ero anni luce distante dal concepire l’opera per ciò che sarebbe in seguito divenuta, il primo titolo a cui avevo pensato, provvisorio, era “Il Re e la Schiava”. La storia in questione, iniziata per gioco, non aveva niente a che fare con quella che si sarebbe delineata nel corso del tempo. In effetti, non ho mai avuto il controllo dei personaggi perché, dopo che sono stati partoriti dalla mia mente, sono diventati indipendenti ed hanno agito per conto proprio. A loro non importa della mia opinione, ma sanno sempre come guidarmi! In seguito, quando il mondo di ambientazione e le caratteristiche dei protagonisti hanno iniziato a prendere un po’ di spessore, ho scoperto il luogo in cui la mia mente stava viaggiando, ho trovato i suoi posti e le sue peculiarità, laddove la trama iniziava a prendere vita. Si è così venuta a creare la base di quella che sarebbe stata la versione più vera e completa dell’opera, anche se i dettagli e le parti più capillari erano ancora acerbe. I protagonisti hanno iniziato a tracciare le linee guida della storia, che per circa sette anni è stata intitolata “Il Trono di Shérnoaril”, in quanto la morale era incentrata esclusivamente sulla volontà di dominio delle più alte autorità del mondo che si contendevano il trono (la Shérnoaril è una particolare pietra, molto dura, candida e brillante, con cui è costruita Galadin, la Grande Capitale). Pensavo di essere giunta alla conclusione del primo volume, quattro anni fa, quando ho iniziato a stamparlo, a proporlo ad amici e lettori, nonché editori. Non potevo immaginare che la storia era solo un piccolo germoglio pronto a crescere, ma ancora del tutto impreparato a fiorire. Così i miei personaggi mi hanno portata man mano ad andare più a fondo. Ho riscritto completamente tutto il volume (anche il secondo ed il terzo, su cui sto ancora lavorando), seguendo le linee guida tracciate in precedenza ma arricchendole con quel senso più profondo che ho trovato attingendo alla parte più profonda di me, alla quale sono arrivata proprio grazie a questa lunga introspezione che è stata guidata dalla mia immaginazione nel corso della stesura dell’opera. Si è così venuta a creare “La Guerra del Vespro”, la cui trama vuole portare un messaggio più ampio di una semplice storia di contesa fra aspiranti sovrani. Ho pensato a questo titolo perché la guerra che si verrà a creare in seguito allo sfaldamento di ogni credo dei popoli, e al crollo dei pilastri di realtà che reggevano le loro vite, si arriverà non solo al tramonto di un’era ma anche di un’intera stirpe: gli Uomini. Gli Uomini che nasceranno dopo, di fatto, saranno in tutto e per tutto identici agli Immortali, poiché l’universo avrà raggiunto il suo assetto finale, il bene ed il male vivranno in due posizioni separate e mai più si sfioreranno, permettendo così ad ogni persona di esprimere se stessa in totale completezza. Ciò verrà raggiunto attraverso il percorso interiore di ogni singolo individuo, stimolato dagli eventi pensati ad arte dai Numi e dai loro araldi, perché sarà la mente collettiva a creare e a cambiare il mondo, e non il mondo a cambiare il popolo.

 

Nadia, sei una giovane ragazza che coltiva l’amore per la scrittura, l’amore per gli animali e la natura Pavese: questa ultima è sicuramente una delle “assistenti” alla tua fantasia nonché fonte di ispirazione: quando è nata in te l’idea di scrivere un romanzo di fantasia? Quando ti sei sentita talmente ispirata da cimentarti in un progetto così importante? Quali degli elementi passione-natura-animali ha influito di più nella stesura del tuo romanzo? Ci sono altri elementi che hanno determinato la buona riuscita del tuo libro?

 

La bellezza della natura è sempre stata per me come una poesia perennemente ritratta dinanzi ai miei occhi. Vivo nello stesso luogo da molto tempo, vi sono strade e sentieri che conosco meglio delle porte di casa, ma ciò che gli alberi sussurrano al mio cuore o i tramonti dipingono in esso, non smette mai di riempire la vastità del mio spirito. Ho contemplato i paesaggi e li ho attraversati, sia con le mie gambe che con quelle della mia fedele cavalcatura, Anarsil. Molte volte le emozioni nate in questi frangenti sono state lo scivolo per arrivare a parti profonde, in cui si nascondono concetti, pensieri e consapevolezze. L’idea di scrivere un romanzo è nata sette anni fa, ma era solo un gioco. Scrivevo poesie, di solito, e stavo imparando a governare meglio l’arte della scrittura. Così un giorno, senza pretese, ho iniziato ad intessere le righe di una storia improvvisata, giusto per ampliare la mia esperienza creativa. Il resto, è venuto da sé. Sicuramente, per il buono sviluppo della storia che si è andata creando, l’elemento principale è stata la passione. La passione per la scoperta, per il viaggio interiore e per la conoscenza. Ho avuto la fortuna di avere accanto a me una persona che mi ha accompagnata durante questo viaggio, il mio compagno Simone, essendo che eravamo sulla stessa via. Penso che questo sia stato fondamentale per me, perché forse non sarei arrivata fino a qui nello stesso tempo, se fossi stata sola.

 

Racconta un po’ di te agli amici di Bay of Belfalas, i tuoi studi e, perché no, della tua famiglia, culla nella quale ti sei espressa con tanta forza di volontà: come hanno reagito i tuoi genitori all’idea di vederti lanciata nel mondo della scrittura? Quanto ti hanno aiutata e sostenuta? Cosa ne pensano i tuoi amici di questa tua opera?

Vi è stato un tempo in cui la mia coscienza era assopita, e quello era anche il tempo in cui frequentavo il liceo psico-pedagogico, per poi sfociare in un corso di operatore socio sanitario della durata di un anno. Sfortunatamente, tale indirizzo di studio non ha portato a risultati concreti nella mia vita. Mi sono dedicata in tutto e per tutto alla conoscenza di me stessa, arrangiandomi nella realtà come possibile, partorendo idee per procacciarmi da vivere attraverso azioni come quelle di tenere gli animali in pensione per conto di terzi, idea che si è infine rivelata abbastanza proficua. Non posso dire, in tutta sincerità, che la mia famiglia sia stata la culla in cui sono cresciuta. Sin da piccola ho sempre detto che mi stavo crescendo da sola, appellandomi inconsciamente ad ideali e pensieri che erano innati nel mio cuore. Tutt’oggi è così, esiste una realtà in me che è molto distante da quella che esperisco attraverso i sensi, ma quelle emozioni, sentimenti ed idee, sono l’inesauribile fonte a cui attingo per mantenere in vita il mio spirito. Mia madre Silvana, tuttavia, nel periodo in cui stavo lavorando alla prima, seconda, terza ed ennesima versione del libro, è stata di sostegno all’idea. Credeva che ne sarebbe venuto qualcosa di buono, anche se non poteva sapere che le versioni precedenti erano alquanto immature. Mi ha aiutata in particolare nel momento in cui è stato necessario stampare diversi malloppi, da spedire a vari editori nella speranza di ricevere una risposta. Mi ritengo invece fortunata nell’essere circondata da una buona cerchia di amici, che si sono dimostrati molto interessati all’opera e stanno sostenendo il progetto, aiutandomi nell’impresa di far conoscere il libro al pubblico.

Gli argomenti trattati dal tuo romanzo si avvicinano tendenzialmente molto alla realtà quotidiana umana, con la diversificazione delle stirpi in mortali ed immortali; la presentazione del libro parla dei “leader” esponenti del bene e del male: essi si scontreranno nelle ideologie, nelle fragilità delle loro fondamenta, conducendo verso uno sfaldamento di ogni credo e certezza del mondo, dando cosi opportunità alle singole anime di scegliere la propria strada, senza obbligazioni o dogmi. Tale è la classica interpretazione del bene e del male nei secoli e del libero arbitrio “biblico”. Ma la frase che più mi ha colpita è stata: “e sarà quindi costretto a trovare la propria natura originaria”. Un trauma iniziale per tutte le entità, che dovranno abituarsi ad un mondo con verità oggettive non contaminate da pensieri fuorvianti. Pensi che l’uomo avrà le potenzialità di autogestirsi in futuro? Di vivere con delle regole morali proprie? Di essere finalmente libero dalla sua aggressività di base? E’ questo il messaggio del tuo libro? Cosa speri per l’umanità?

 

Ritengo che la natura sia perfezionista, e che quindi l’intero universo si stia lentamente muovendo verso una totale perfezione finale. Tale stato, dovrebbe comprendere la totale scissione del bene dal male, e nel mio pensiero l’umanità è la chiave primaria per arrivare allo scopo. Di certo, questo è il messaggio principale della trilogia, che sarà tuttavia afferrabile nella sua completezza solo alla fine del terzo volume. Nella storia non esistono esponenti che agiscono per il bene o per il male, ma vi sono due conduttori principali che fanno in modo che si venga a creare uno scontro mondiale volto a distruggere ogni credo. Coloro che si affideranno alla verità, ne usciranno vincitori in ogni caso. Non esiste sconfitta per chi agisce per il vero, né dalla parte della luce, né da quella dell’ombra. I conduttori che attizzano le guerre, invero, fanno parte della medesima stirpe e casata. Il loro affrontarsi non dipende da diverse ideologie, ma così facendo faranno crollare i pilastri che reggono la realtà moderna portando le genti nella condizione di dubitare ogni cosa, anche quella che sino ad allora era più salda. Vi sono infatti diverse interpretazioni possibili al loro agire, il cui senso più ampio è inizialmente ignoto perfino a loro stessi, in quanto ogni loro scelta è guidata dalle circostanze ricreate segretamente dai più alti Numi. Qualcuno può anche pensare che uno dei due esponenti sia invero malvagio, ed anche il lettore è libero di farlo, tutto dipende dal proprio punto di vista. Se e quando qualcosa di simile avverrà nel mondo in cui viviamo, io ritengo che nascerà una generazione di Uomini che cambierà finalmente la direzione della propria evoluzione. Anziché concentrarsi sulla strada del reale (progredendo nella tecnologia, nell’economia, nel lavoro, nell’egoismo e via dicendo) devieranno verso la via della verità, dell’armonia e, soprattutto, dell’amore (ergo: conoscenza). Presto o tardi ognuno di noi dovrà compiere una scelta, anche nel piccolo della propria vita, la quale altro non è che una lacrima persa nell’infinità dell’universo, ma in ognuna di quelle lacrime si riflette l’universo stesso. Vivere seguendo la luce del vero, della propria origine e dalla consapevolezza di sé, io ritengo, è il primo passo per raggiungere un processo di tale grandezza, perché il cuore mi suggerisce che le grandi cose nascono da quelle più infinitesimali. Se ognuno di noi compisse un cammino simile, come sono stati forzati a compiere per motivi di urgenza gli abitanti di Tiristel, il pensiero collettivo mondiale cambierebbe a tal punto da modificare il mondo stesso. Sarà quello il momento in cui si potrà capire che il paradiso non è un luogo, ma uno stato.

Chi è la tua fonte primordiale ispiratrice: volendo tentare ad indovinare, Tolkien, Lewis? Quali libri ti hanno ispirata di più? Quali sono gli scrittori fantasy italiani che leggi con maggior piacere?

I libri di Tolkien sono sicuramente stati la mia pietra miliare, in quanto gli unici che racchiudono l’immaginario più simile a quello che popola la mia mente. Devo confessare che, nonostante io scriva fantasy, non sono propensa a leggere questo genere di libri, al di fuori di quelli di Tolkien. Forse perché temo di imbattermi in cose troppo distanti da quelle che amo.

Parte prima, disponibile in ebook qui: https://www.bookrepublic.it/book/9788869820939-la-guerra-del-vespro/ Quanto dovremo attendere per la prossima stampa digitale? Ti aspetti un riscontro positivo, in tutta sincerità? Pensi che le argomentazioni saranno gradite al pubblico di ogni età? Pensi in futuro di scrivere storie per bambini o simili, di spaziare nei vari concept di scrittura o ami di più il fantasy?

 

A dire il vero, non so proprio cosa aspettarmi. Non ho ancora del tutto realizzato che il mio libro è davvero disponibile a tutti! Preferisco non aspettarmi riscontri positivi, e rimanere neutrale. Almeno, non ci rimarrò male in caso le cose non andassero come spero! Ritengo che gli argomenti trattati possano essere di interesse per un pubblico propenso alla meditazione, che forse simpatizza per la filosofia, unita ad uno scenario epico-fantastico. Penso tuttavia che la storia sia destinata a lettori di età superiore ai sedici anni, perché probabilmente non potrebbe essere del tutto colta da un pubblico più giovane. Il mio ambiente è sicuramente quello del fantastico. In passato mi sono dilettata a scrivere una breve storia per bambini (Il Pozzo Guliard), ma anch’essa si svolge in un’ambientazione fantasy. Scrivendo, ritraggo ciò che esiste dentro di me e, per fortuna, laggiù nulla è di cemento.

Qualche riga a ruota libera per te. Ciao e grazie!

Ringrazio di cuore per avermi dato spazio in questo sito, e per il sostegno che mi avete dimostrato! Vi lascio con una frase molto cara per me, che ho sempre custodito nel cuore, il cui sguardo mira all’esistenza come un nostalgico ed ammaliato poeta:

“La vita è poesia, ogni respiro una muta rima con l’universo”.

 

ALTRI LINK PER SCARICARE L’EBOOK:

 

Bookrepublic: https://www.bookrepublic.it/book/9788869820939-la-guerra-del-vespro/

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Disclaimer: Le opinioni espresse all’interno degli articoli, sono riferibili unicamente agli intervistati. È vietato l’uso anche in parte delle foto presenti.

Mena Del Deo – Maria Funiciello

www.bayofbelfalas.org

Ischia, l’eco della Terra di Mezzo

Parco Giardino Sigurtà: un reame elfico a Verona

E’ decisamente entusiasmante diventare “reporter all’improvviso” della Terra di Mezzo, perché, ovunque sia, l’occhio dell’appassionato Tolkeniano trova interconnessioni che fanno scorgere particolari raccontati nelle storie di Tolkien. Il nostro amico Francesco, che abita in provincia di Verona, ci ha inviato queste bellissime immagini del favoloso Parco Sigurtà (Sigurtà.it), che si estende su una superficie di 600.000 metri quadrati fino ai margini delle colline moreniche, nelle vicinanze del Lago di Garda, a soli otto chilometri da Peschiera. Il parco ospita moltissime varietà di fiori, tra i quali tulipani, iris, rose, dalie, ninfee, canna indica, fiori di loto, aster, ortensia, hibiscus e numerose altre specie a fioritura estiva-autunnale.

Nella terza foto vediamo l’Eremo di Laura che fu fatto costruire nel 1792 dal Marchese Antonio Maffei (1759-1836). Attraverso la facciata, ornata da una bifora, si può accedere alla contemplazione della statua raffigurante la Madonna.

Nelle successive foto invece possiamo ammirare i Giardini Acquatici, che ricordano per colori e suggestioni i paesaggi ritratti nelle tele dei maestri impressionisti. Di particolare suggestione è l’effetto del riflesso del torrione del Castello Scaligero negli specchi d’acqua, dove galleggiano delicatamente Ninfee rustiche e tropicali di sofisticata bellezza.

Numerosi altri punti di interesse costituiscono questo meraviglioso parco, visitabile a piedi, con trenino, in bicicletta, golf cart, in shuttle ed in gruppi dall’8 marzo all’ 8 novembre, con orario continuato.

Come raggiungere IN AUTO:

Autostrada A4, uscita Peschiera del Garda, 8 km in direzione Valeggio sul Mincio.

Autostrada A22, uscita Nogarole Rocca, direzione Valeggio sul Mincio all’uscita Affi Lago di Garda Sud, direzione Parchi del Garda

 

Un ringraziamento particolare a Francesco che ha regalato a BayofBelfalas queste suggestive foto, che, nel caso nostro, ci ricordano inequivocabilmente i paesaggi del Lorien e le belle passeggiate che Frodo e la Compagnia dell’Anello fecero nel cuore del reame elfico sulla terra.

 

L’avventura continua…

 

fonte: Sigurtà.it

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Coastal Cliffs, il Castello Aragonese visto da William Stanley Haseltine

 

“Coastal Cliffs (Ischia)”, data sconosciuta
“Coastal Cliffs (Ischia)”, 1873
fonte: Il Dispari

 

William Stanley Haseltine (Filadelfia, 11 giugno 1835 – Roma, 3 febbraio 1900) è stato un pittore e disegnatore statunitense. Pittore paesaggista d’impostazione luminista, fu legato alla Scuola di Düsseldorf e, in particolare, alla Hudson River School.

Nei suoi numerosi viaggi, il suo talentuoso pennello ha dipinto (nel periodo 1858-76) la Campania con le sue isole, tra le quali Ischia, Anacapri e Capri; ad Ischia dipinse questo quadro che ritrae il Castello Aragonese lambito dalle onde ed il suo titolo è, appunto, “Coastal Cliffs (Ischia)”.

Mentre i suoi dipinti di Capri e la Sicilia iniziarono a diventare popolari tra i turisti americani , Haseltine viaggiò in Francia, Belgio e Paesi Bassi, nell’ estate del 1880 in Baviera e in Tirolo nel 1890. Nei suoi ultimi anni rientrò periodicamente negli Stati Uniti, facendo un ultimo viaggio verso ovest nel 1899. Morì di polmonite a Roma nel 1900.

Riguardo la tecnica utilizzata da Haseltine nel periodo europeo, riportiamo alcune notizie biografiche:

Guardando i disegni europei di Haseltine, si trova una sempre maggiore varietà di soggetti e di sperimentazione del colore. Per un quadro che mostra San Giorgio a Venezia ed un altro di un monastero su una collina nel Mediterraneo orientale, Haseltine impiegò carta blu e pittura a guazzo luminosa per i rilievi architettonici. Perdendo interesse per le sporgenze rocciose del New England, la sua attenzione passò in Europa, per i suoi monumenti architettonici distintivi, come le chiese rinascimentali di Venezia e le rovine romane a Taormina in Sicilia. Questi ultimi sono stati le migliori interpretazioni dettagliate del periodo, che fornirono la base per almeno due tele con l’Etna che incombe dietro. (

William Stanley Haseltine (1835-1900): Drawings of a Painter 

by John Wilmerding )

Haseltine è sepolto nel cimitero protestante di Roma in Via Caio Cestio , a circa 5 km dalla Chiesa Episcopale di San Paolo dentro le Mura, di cui è stato uno dei membri fondatori.

Suo figlio Herbert Chevalier Haseltine è diventato uno degli scultori più celebri di animali, soprattutto cavalli. Alcune delle sue opere più famose furono realizzate per Barbara Hutton e Guy de Rothschild .

 

Di seguito una galleria delle sue opere dedicate ed ispirate alle isole Campane

 

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Ischia tra le mete consigliate da WWF Vacanze 2015

Con lo snorkeling e il seawatching tra le perle del Mediterraneo come la costa ligure di Portofino e delle 5 terre, le isole d’Elba e di Ischia, c’è tanta voglia di mare e il desiderio di essere attivi e di esplorare il mondo, al centro della programmazione 2015 di WWF NaTuRe, il portale web che presenta viaggi, vacanze, campi nella Natura che aderiscono alla Carta di Qualità del WWF Italia. 
Ma non solo mare, anche laboratori di cinema, trekking con gli asini per gli adolescenti, viaggi in barca a vela nel Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e nel Santuario dei cetacei, week end golosi nei migliori agriturismi delle aree protette e viaggi alla scoperta di alcune aree naturali e delle specie considerate prioritarie dal WWF. Tantissime altre occasioni di incontro con la Natura per le vacanze 2015 per la più articolata e qualificata offerta di Turismo Responsabile in Natura presente in Italia.

Sono 27 le proposte, su diversi turni, per bambini e ragazzi 7-14 anni, 8 per gli adolescenti 15-17 anni, 7 per le famiglie e per gli adulti (con proposte individuali o di gruppo) in Italia, in Europa e nel resto del mondo, durante tutto l’anno illustrate dettagliatamente nei nuovi programmi ‘In vacanza con la Natura 2015’ ora online su wwfnature e un focus su junior e famiglie nel catalogo scaricabile in pdf dal portale stesso. 

Gli itinerari di ‘In vacanza con la Natura 2015’ sono proposte “in punta di piedi” come attestato dal Certificato Travelife internazionale ( per i Tour operator e agenzie di viaggi). Infatti nel 2013 le proposte promosse nel portale www.wwfnature.it sono state riconosciute conformi anche ai criteri e agli standard definiti a livello internazionale dal Global Sustainable Tourism Council (GSTC) , organizzazione istituita da UNEP (Il Programma Ambiente delle Nazioni Unite) e da UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) per promuovere la sostenibilità e la responsabilità sociale nel mondo del turismo.

L’invito di ‘In vacanza con la Natura 2015’, rivolto a bambini, ragazzi, famiglie e adulti, è di indossare semplicemente maschera, boccaglio e pinne per venire ad esplorare la vita marina, accompagnati da esperti biologi che faranno di tutto per fare conoscere le moltissime curiosità sulla vita degli abitanti del mare, pronti a rispondere alle tante domande di grandi e piccini.

Il nostro Mediterraneo riserva infatti tante sorprese ed è sufficiente galleggiare a testa in giù con la maschera, per scoprire un variegato mondo di organismi con forme e colori incredibili.

La vacanza, il tanto agognato momento di svago e di relax e di stacco dalla quotidianità, diventa così un’occasione di divertimento e, parallelamente, di conoscenza attiva del mare, dei suoi abitanti e del territorio che ospita questi gioielli.

Ecco allora una serie di chicche marine per chi si vuole cimentare nello snorkeling e nel seawatching:

Per i bambini dai 7 agli 11 anni e per i ragazzi 11-14 anni:“Ischia, isola verde… anche sott’acqua”, “Biologi marini crescono… alla Porta delle 5Terre”, “Cetacei e Tartarughe: giovani ricercatori a bordo”a Policoro, in Basilicata e “Vela e Natura” nel Parco marino di Ventotene: 4 splendide occasioni per vivere mari e coste che tutto il mondo ci invidia…con gli occhi attenti e curiosi del biologo marino.

11-14 anni “Identi-fish” per diventare un vero biologo marino viaggiando a bordo di un’autentica nave a vela, “Sail and Snork nei Parchi marini dalle 5 Terre a Portofino” , una proposta nuovissima per inseguire il triplo sogno di vivere una settimana a bordo, di imparare a navigare a vela e di poter ammirare i fondali sottomarini più rigogliosi e affollati di vita….sottomarina e “Come pesci, con i pesci : il mare senza segreti all’Elba” per esplorare gli splendidi fondali dell’isola.

COSA ASPETTARE??? Lanciamoci nell’Avventura della Natura!

Fonte: WWF.it

La campagna del Negrar, un paradiso nel Veronese

Un sabato, una gita fuori porta ed ecco che appare davanti agli occhi (abituati alla città) un paesaggio maestoso e colorato: i boschi del Negrar. L’amico Marco ha scelto, per la sua scampagnata del week-end scorso (e per noi di Bay of Belfalas) questo meraviglioso luogo, che insieme al complesso delle montagne vicine, è abitato dall’uomo fin dalla preistoria. Ci troviamo in provincia di Verona; Il Negrar è una zona ricca di castellieri risalenti al Paleolitico nella zona tra Montecchio e Montericco e nei vicini comuni di Sant’Anna d’Alfaedo e Grezzana. Altre tracce archeologiche appartengono all‘età del Rame, durante la quale le popolazioni insediate estraevano la selce, che veniva esportata, anche, in Pianura padana.

Negrar deriva, probabilmente, dall’aggettivo latino niger, nigrum (nero), in riferimento al colore della terra, con l’aggiunta del suffisso -arium,

Un ringraziamento al nostro amico, che ci ha offerto gentilmente le foto di un casale visitato e del suo orto con le sue profumate erbe; in lontananza le colline confinanti con la Valpolicella. Nelle foto: oleandri, cipressi, olivi, rosmarino, lavanda, salvia, maggiorana, robigna, piante di fico e la pregiata camomilla. Un vero paradiso!

La natura della Valpolicella è incredibile. Ed è un vero piacere visitare le ville e i ruderi contadini di queste terre venete.

Una finestra sulla natura che non dovrebbe mai mancare all’uomo di città, che preso dal tram tram quotidiano dimentica la bellezza e la positività che trasmettono questi luoghi.

 

Non sembra forse la Contea?

 

 

L’avventura continua…

 

 

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Foto credits: Marco Ciceri

Info:Wiki