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Nuova Zelanda: Tripadvisor racconta “The Lord of the Rings”

Tanta è la passione per le storie create da Tolkien e sceneggiate da Peter Jackson; si viaggia nella Terra di Mezzo del cinema da molti anni, chi per una sola volta nella vita, chi magari più spesso, realizzando di toccare con mano quei fiori curati da Sam Gamgee o percorrendo le strade di Bilbo o Frodo, o mettendo i piedi nel Forte del Bruinen… Tante piccole testimonianze raccolte da tripadvisor, che parlano da sè! Buona visione! 

Partiremo un giorno?

 Edoras 2010

 Bruinen Ford 2010

  
The Road to Hobbiton 2010

  
The Shire, Febr 2010

  
Matamata Visitor Information Centre

  
Matamata Visitor Center door Oct 2015

  
Sleepy Walkway in Hobbiton Feb 2015

the journey goes on


Le meteore Draconidi visibili giorno 8 e 9 Ottobre

Dopo lo spettacolo dell’eclissi di super luna di fine settembre, il cielo torna a dar spettacolo.

Puntuali (più o meno) come ogni anno tornano infatti nel cielo di ottobre le Draconidi, lo sciame meteorico di ottobre (alcune delle meteore del mese, per la precisione). Note anche come Giacobinidi, perché collegate al passaggio del nostro pianeta in questo periodo tra i detriti lasciati dalla cometa Giacobini-Zinner nel suo tragitto intorno al Sole, queste stelle cadenti sembrano originarsi dalla costellazione del Dragone, tra l’Orsa maggiore e l’Orsa minore.
Il punto di massima dello sciame meteorico si avrà tra 8 e 9 ottobre e quest’anno, ribadisce anche l’Unione astrofili italiani, le condizioni di visibilità – meteo e luci artificiali permettendo – saranno ideali vista l’assenza praticamente del disturbo lunare (avremo la luna nuova il 13 ottobre). In media si attendono dalle dieci alle venti meteore l’ora per le Draconidi, in scena complessivamente dal 7 al 14 ottobre.

Le meteore Draconidi a volte però possono diventare ben più cospicue. È quel che accade, come avvenne nel 2011, se la Terra incrocia l’orbita della cometa quando questa è in prossimità del perielio (più o meno pari uguale alla distanza del nostro pianeta dal Sole). In tal caso infatti i detriti lasciati dietro dalla cometa non hanno ancora avuto modo di disperdersi abbastanza nello Spazio circostante, così che un numero maggiore viene a contatto con l’atmosfera. In ogni caso, dopo le Draconidi, le change per vedere le stelle cadenti d’autunno non finiscono, con l’appuntamento intorno al 22 con le Orionidi, quando la Terra attraverserà la regione ricca di detriti lasciata dalla più famosa delle comete, quella di Halley.

Fonte: Wired.it

Islanda: il paese più pacifico della Terra

fonte: Green-me.it

Nel nuovo Global Peace Index 2015 (GPI 2015), l’Istituto ha classificato 162 nazioni di tutto il mondo sulla base di fattori come il livello di criminalità e di violenza, la presenza o il coinvolgimento in conflitti e il grado di militarizzazione. Molti paesi dell’OCSE hanno raggiunto livelli storicamente elevati di pace, incentivati anche dalla riduzione dei tassi di omicidio, dalla riduzione dei livelli di spesa militare e degli impegni militari.

Nel complesso, i livelli di pace globale sono rimasti stabili nel 2014 ma sono inferiori al 2008. Tuttavia il punteggio complessivo nasconde una divisione crescente tra le nazioni più e meno pacifiche.

L’Europa si conferma la regione geografica più tranquilla del pianeta assicurandosi le prime tre posizioni della classifica globale. La sua tranquillità è migliorata sempre di più negli ultimi quattro anni. Oltre al primo posto dell’Islanda, al secondo e terzo posto della classifica globale troviamo Danimarca e Austria, seguite da Nuova Zelanda, Svizzera, Finlandia, Canada, Giappone, Australia e Repubblica Ceca. Nella top ten, dunque, ben 6 stati europei.

Buoni i risultati ottenuti dalla Grecia, il paese che ha fatto registrare i più importanti miglioramenti, avanzando di ben 22 posizioni rispetto all’ultima analisi. Anche il Regno Unito ne ha conquistate 8.
Dallo scorso anno, 81 paesi hanno migliorato i loro livelli di tranquillità mentre il 78 li hanno peggiorati. Molte nazioni europee stanno ora sperimentando livelli storici di pace con tassi di omicidio in calo, i bilanci militari decrescente e il ritiro delle forze dall’Iraq e dall’Afghanistan. In contrasto paesi tradizionalmente in fondo alla classifica come l’Iraq, la Siria, Nigeria, Sudan e Repubblica Centrafricana sono tutti diventati ancora meno pacifici.

La Libia ha visto il più grave peggioramento quest’anno, scendendo al 149° posto, seguita dall’Ucraina, con oltre 6.000 morti per i conflitti e oltre un milione di sfollati.

In generale, la ragione principale della forte riduzione dei conflitti esterni è dovuta al fatto che i paesi coinvolti nei conflitti in Afghanistan e Iraq hanno cominciato a ridimensionare il loro coinvolgimento. Danimarca, Polonia, Slovacchia, Corea del Sud, Australia, Regno Unito, Italia, Norvegia e Stati Uniti hanno iniziato a diminuire il loro coinvolgimento in questi due conflitti nel corso degli ultimi cinque anni.

Quattro regioni – Europa, America del Nord, Africa sub-sahariana, e America Centrale e Caraibi – hanno sperimentato miglioramenti dallo scorso anno.

Steve Killelea, fondatore e presidente esecutivo dell’Institute for Economics and Peace ha osservato:

“Ridurre il conflitto è un nodo cruciale nel garantire la ripresa economica mondiale”.

Stanford “avvisa”: la Terra si trova nella sesta fase di estinzione di massa – Video

fonte: Green-me                                 Scritto Da Germana Carillo



  

Niente panico, gente, in fondo, a suon di cambiamenti climatici, dovevamo aspettarcelo. Siamo nel pieno di una estinzione di massa, la sesta, e questa volta c’entriamo anche noi. Sì, insomma, pare che in sole tre generazioni ci saranno così significative modifiche alla biodiversità che si ripercuoteranno inevitabilmente anche sulla nostra vita quotidiana.

E indovinate un po’ di chi è la colpa? Dell’uomo stesso, ovvio! Che tra sovrappopolazione, insediamenti urbani, sfruttamento del terreno per l’agricoltura, emissioni di Co2 nell’atmosfera e nelle acque e l’introduzione di specie invasive, si è auto-condotto alla sua stessa fase di estinzione, la sesta per il nostro pianeta. L’uomo, infatti, potrebbe rientrare tra le prime vittime, 65 milioni di anni dopo la scomparsa dei dinosauri.

Lo rivela un articolo pubblicato su Science Advances che cita una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014 e che afferma che nel breve periodo l’estinzione minaccia il 41% degli anfibi e il 26 % dei mammiferi. Nel lungo, invece, la Terra non sarà più un pianeta così ospitale: soltanto negli ultimi 100 anni, infatti, sono sparite quasi 400 specie, un numero 20 volte superiore a quelle estinte nel 17° secolo (e le estinzioni dei vertebrati, oggi, avvengono a un tasso 114 volte superiore alla media del passato).

A rilasciare questo impetuoso rapporto sono stati i ricercatori del fior fiore delle Università (Stanford, Barkeley, Princeton, Università della Florida e del Messico), che, guidati dal professor Gerardo Ceballos, in pratica hanno dato un valore medio alle estinzioni che si sono verificate sulla Terra e lo hanno confrontato con quello attuale.

“Lo studio dimostra senza ombra di dubbio – spiega Paul Ehrlich dello Stanford Institute for the Environment – che siamo entrati nell’Evento della sesta distruzione di massa. In tutto il mondo ci sono esemplari di numerose specie che sono essenzialmente morti che camminano”.

Gli studiosi evidenziano come il tasso di estinzione sia aumentato subito dopo la rivoluzione industriale dell’800 e sia arrivato a 396 specie nel secolo scorso. Esempi di specie perdute sono il delfino dello Yangtze e il rospo dorato Costa Rica e, a seconda del gruppo studiato, i tassi di estinzione sono dalle 10 alle 100 volte superiori al normale. In più, a causa del progressivo inquinamento, l’attività di impollinazione delle api potrebbe cessare in pochi decenni, dando inizio a una progressiva distruzione dell’intera catena alimentare.

Insomma, quello che vogliono farci capire i ricercatori è che se in passato le estinzioni sono state spesso provocate da catastrofi naturali, ora invece sono causate dalle azioni di noi stessi, che sfruttiamo fino all’osso il pianeta che ci ospita.
Gli scienziati giurano che siamo ancora in tempo per evitare questa estinzione di massa. Come? Invertiamo la rotta, cari miei, e sapete perfettamente come. Facciamolo almeno per i figli dei nostri figli!

Coastal Cliffs, il Castello Aragonese visto da William Stanley Haseltine

 

“Coastal Cliffs (Ischia)”, data sconosciuta
“Coastal Cliffs (Ischia)”, 1873
fonte: Il Dispari

 

William Stanley Haseltine (Filadelfia, 11 giugno 1835 – Roma, 3 febbraio 1900) è stato un pittore e disegnatore statunitense. Pittore paesaggista d’impostazione luminista, fu legato alla Scuola di Düsseldorf e, in particolare, alla Hudson River School.

Nei suoi numerosi viaggi, il suo talentuoso pennello ha dipinto (nel periodo 1858-76) la Campania con le sue isole, tra le quali Ischia, Anacapri e Capri; ad Ischia dipinse questo quadro che ritrae il Castello Aragonese lambito dalle onde ed il suo titolo è, appunto, “Coastal Cliffs (Ischia)”.

Mentre i suoi dipinti di Capri e la Sicilia iniziarono a diventare popolari tra i turisti americani , Haseltine viaggiò in Francia, Belgio e Paesi Bassi, nell’ estate del 1880 in Baviera e in Tirolo nel 1890. Nei suoi ultimi anni rientrò periodicamente negli Stati Uniti, facendo un ultimo viaggio verso ovest nel 1899. Morì di polmonite a Roma nel 1900.

Riguardo la tecnica utilizzata da Haseltine nel periodo europeo, riportiamo alcune notizie biografiche:

Guardando i disegni europei di Haseltine, si trova una sempre maggiore varietà di soggetti e di sperimentazione del colore. Per un quadro che mostra San Giorgio a Venezia ed un altro di un monastero su una collina nel Mediterraneo orientale, Haseltine impiegò carta blu e pittura a guazzo luminosa per i rilievi architettonici. Perdendo interesse per le sporgenze rocciose del New England, la sua attenzione passò in Europa, per i suoi monumenti architettonici distintivi, come le chiese rinascimentali di Venezia e le rovine romane a Taormina in Sicilia. Questi ultimi sono stati le migliori interpretazioni dettagliate del periodo, che fornirono la base per almeno due tele con l’Etna che incombe dietro. (

William Stanley Haseltine (1835-1900): Drawings of a Painter 

by John Wilmerding )

Haseltine è sepolto nel cimitero protestante di Roma in Via Caio Cestio , a circa 5 km dalla Chiesa Episcopale di San Paolo dentro le Mura, di cui è stato uno dei membri fondatori.

Suo figlio Herbert Chevalier Haseltine è diventato uno degli scultori più celebri di animali, soprattutto cavalli. Alcune delle sue opere più famose furono realizzate per Barbara Hutton e Guy de Rothschild .

 

Di seguito una galleria delle sue opere dedicate ed ispirate alle isole Campane

 

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Pionieri: la piscina purificata dalle piante

È stato inaugurato nel quartiere di King’s Cross il primo laghetto balneabile artificiale con acqua naturalmente purificata del Regno Unito.

Si tratta a tutti gli effetti di uno stagno, circondato da una fitta vegetazione, tra cui piante pioniere, fiori selvatici, erbe e cespugli, che varierà in base alla stagione.
La peculiarità della piscina, progettata dagli architetti olandesi dello Studio Ooze e dall’artista Marjetica Potrč, è proprio l’assenza di additivi chimici, l’acqua viene filtrata e conservata attraverso processi naturali, saranno le stesse piante acquatiche sommerse a filtrare l’acqua e a garantire quelle qualità necessarie per una balneazione sicura.

La piscina sorge nel quartiere di King’s Cross ed è stata chiamata “Of Soil and Water’: The King’s Cross Pond Club”. Il laghetto, costruito due metri sopra il livello del suolo, è largo dieci metri e lungo quaranta ed è stato finanziato grazie al piano Relay, programma di rivalorizzazione artistica dell’area circostante a King’s Cross.

L’obiettivo della piscina, in grado di ospitare oltre cento bagnanti, è quello di esplorare il rapporto tra la natura e l’ambiente urbano. Gli utenti potranno osservare il mutevole paesaggio dello stagno, un vero e proprio piccolo ecosistema autosufficiente, con flora e fauna, e diventare più consapevoli del loro rapporto con la natura e delle conseguenze della loro interazione con essa. “Abbiamo creato un laboratorio vivente per testare l’equilibrio e mettere in discussione un sistema autosufficiente che include un ciclo della natura, acqua, terra e corpo umano – ha dichiarato Eva Pfannes dello Studio Ooze – i visitatori sono parte del processo. L’obiettivo è la comunicazione con i visitatori, descrivere l’equilibrio dell’uomo con la natura, e l’equilibrio di vivere in una città sostenibile”.

 Fonte: Lifegate.it