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#DomenicaTolkeniana

La vostra, la nostra, quella di ieri 25 Ottobre. I cari amici de “Il mondo fantasy de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit” ci hanno raccontato per immagini una domenica all’insegna di Tolkien, con una passeggiata e un piatto preparato prima di andare a lavoro, visite ai castelli e ai boschi; ovunque siamo, troviamo quella perpetua sensazione che “questo posto somiglia a…”ed è quasi impossibile non fare questa associazione di idea, per l’appassionato dei romanzi del Professore. 

Ieri ci hanno scritto: 

Velvet col suo piatto di ragù e purè Hobbit-Nanico varia ispirazione  
Giovanni appassionato delle storie del Mark 

 
Irene in una passeggiata al calar del giorno

 
 Giorgio dal Castello di Cefalà Diana    

Marina nella Vecchia Foresta Friulana

   
    
    
 
Io da un lido ischitano a caccia di tesori 

  
Maria da Siviglia, con alle spalle un vero Fosso di Helm andaluso!

  

Maria al suo pc 

  
E infine Federica col suo piatto consolatorio di una domenica lavorativa 😉

  
Grazie per aver condiviso questi momenti con noi!

Mena e Maria

 

Ricrea “Lo Hobbit” 2015, contest fotografico a tema, seconda edizione

ricrea2015withlogos

RICREA “LO HOBBIT”, edizione 2015

Vola con la fantasia!

Sei appassionato del romanzo o della Trilogia cinematografica de “Lo Hobbit”? E allora questa è l’occasione giusta per esprimere tutta la propria “tolkenianità”!

Partecipare è semplice, basta armarsi di fantasia, amore per Tolkien, per la Terra Di Mezzo ed una fotocamera.

Non ponete limiti alla fantasia: potete scegliere di impersonare un personaggio in puro stile “homemade Cosplay” con costume, trucco e accessori oppure potete ricreare una ambientazione all’interno o all’esterno, legata alle avventure dei personaggi di “Città del Lago”, quelli menzionati all’interno del romanzo al capitolo Un’accoglienza calorosa e “Fuoco e Acqua” o nel film “The Hobbit” (sempre riferito alle scene che comprendono la “Città del Lago”).

Ad esempio potrai interpretare, tratto dal capitolo “Un’accoglienza calorosa” e “Fuoco e Acqua”:

  • Ognuno dei singoli Nani: Dori, Nori, Ori, Oin, Gloin, Bifur, Bofur, Bombur, Balin, Dwalin, Kili, Fili, Thorin.
  • Bilbo Baggins
  • Popolani abitanti di Pontelagolungo
  • Il Governatore della città
  • Smaug
  • Bard l’Arciere (l’uomo dalla voce rude)
  • Girion, lontano discendente di Bard
  • Il Re degli Elfi Silvani, Thranduil
  • Artigiani ed elfi ingegnosi alle prese con la costruzione di capanne a Pontelagolungo
  • Gandalf il Grigio

Dalle scene del film, invece potrai scegliere, oltre i sopracitati:

  • Alfrid, il consigliere del Governatore
  • Legolas e/o Tauriel

Potrete rappresentare anche panorami, scorci, dettagli, eventi e rivisitazioni: tutto deve essere necessariamente “reale” nel senso deve essere tutto creato da voi ed originale.

Una volta scattata o registrato, dovete inviare la foto o video a noi attraverso i contatti che troverete in conclusione del WIKI-Contest che chiude questo post.

Pronti??? Laketown, le Zattere, i Barili, il Drago, l’Arkengemma ed i Nani vi attendono!!!

WIKI-Contest:

Step 1: Ricrea un personaggio (con costume,trucco ed accessori annessi) o una ambientazione (entrambe devono essere originali e dal vivo) inerente la storia dei valorosi eroi della Città del Lago.

Step 2: Scatta la foto o registra il video ed invia (con i dati anagrafici e la liberatoria all’utilizzo dell’immagine, (reperebile qui: http://www.bayofbelfalas.org/wordpress/ricrea-lo-hobbit-pronti-a-tirare-fuori-il-tolkeniano-che-e-in-voi/liberatoria/)

al nostro indirizzo: mena@bayofbelfalas.org oppure maria@bayofbelfalas.org

Start: 1 Ottobre 2015 ore 0.00

Closing Date: 31 Dicembre 2015 ore 23.59

Il giorno 7 Gennaio 2016 verranno proclamati i due vincitori per il premio “#ricrealohobbit”:

  • migliore personaggio
  • migliore ambientazione

RESTA AGGIORNATO PER INFO SUI PREMI

Cosa ASPETTI???

Ischia, isola “green”: vino a Km 0

Tempo di vendemmia, tempo di usanze e memorie del passato:

 

“Se in settembre senti tonare, tini e botti puoi preparare.”

“A settembre, si taglia ciò che pende.”

“Agosto matura e settembre vendemmia.”

 

Questi sono i “detti” regionali che parlano della vendemmia, la raccolta dell’uva da tavola maturata al caldo sole dei mesi estivi, ed Ischia è ricca di vigneti e di tradizioni tramandate: dalle grandi aziende viticoltrici ai singoli nuclei familiari che ripetono annualmente la produzioni di briosi vini, che non possono mancare nella nostra cultura culinaria mediterranea. Questi sono i giorni in cui molti si mobilitano, si organizzano con i loro tempi utili e partono verso gli appezzamenti brulicanti di grappoli. Gli amici di Forio in foto hanno concesso a Bay of Belfalas un racconto della tradizione personale: questo è quello che noi definiamo per antonomasia “vino a Km 0″, in questo caso per il diretto consumo domestico proprio. I vigneti attendono la forbice di pota e le grandi ” Menegl’ ” (Menelle: capienti tini, nel dialetto foriano).

 

La vendemmia è un lavoro che si svolge più o meno allo stesso modo in tutte le parti del mondo. Tuttavia, […] la raccolta dell’uva, fino a qualche anno fa, era caratterizzata dal canto degli stornelli. Durante la Vendemmia, infatti, cantando  stornelli d’amore o a dispetto (cioè tali da far dispiacere o capaci di provocare la persona alla quale erano diretti) le donne soprattutto, ma anche gli uomini cercavano di rendere più piacevole il lavoro. (fonte: La Vendemmia)

 

Armati di buona volontà i nostri amici si apprestano a recidere e poggiare l’uva nei contenitori per poi trasportarli in cantina per la lavorazione: di lì il travaso nel contenitore più grande. I grappoli poi vengono triturati nel macchinario che li separa dagli acini e la polpa viene pigiata successivamente nel torchio; il risultato di questa lavorazione manuale è un profumato mosto inebriante che cola in un nuovo contenitore. Pigiata tutta l’uva, il vino viene travasato in uno o più silos e vengono aggiunti metabisolfiti di sodio (o bisolfiti in sua alternativa) che agiscono da antiossidanti e preservanti. Parte così il processo della fermentazione (alcuni la chiamano “bollitura” dato dal caratteristico bollore che avviene sulla superficie del liquido): entrano in gioco (a discrezione di chi crede in esse) le fasi lunari per i successivi mesi: il vino verrà “spicciato”, volgarmente detto, pulito dai residui della bollitura più e più volte e finchè ci sarà bisogno, fino a maturazione. Sarà poi imbottigliato ed il gusto delle uve Frassitelli, Biancolella, Forastera verrà servito tutto l’anno, accompagnando il pasto e ricordando il lavoro delle proprie mani, perché la terra dona sempre tutto il necessario all’attento e premuroso coltivatore.

 

Disclaimer: Le opinioni espresse all’interno degli articoli, sono riferibili unicamente agli intervistati. È vietato l’uso anche in parte delle foto presenti.

 

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ANTEPRIMA! Sfumature Tolkeniane al “Vespro”

Carissimi lettori ed amici di Bay of Belfalas, oggi vi presentiamo in anteprima un nuovissimo romanzo fantasy scritto da una giovane emergente scrittrice Pavese, Nadia Anostini, “La Guerra del Vespro”. Largo ai giovani talenti italiani!

La Guerra del Vespro-Kindle

 

 

“Sette anni di travaglio”, cosi hai presentato ai tuoi amici di Facebook la tanta agognata copia digitale del tuo primo libro, che ti ha mantenuta impegnata per un tempo cosi lungo! Finalmente hai pubblicato “LA GUERRA DEL VESPRO, parte prima”, l’opera che hai ideata in tre parti. Partiamo da un punto basilare: la scelta del nome “La guerra del Vespro”. Cosa o chi ti ha ispirato questo titolo?

 

Devo confessare che il titolo della trilogia ha attraversato tre fasi. Essendo che nel momento in cui ho iniziato a stendere le prime righe de “La Guerra del Vespro” ero anni luce distante dal concepire l’opera per ciò che sarebbe in seguito divenuta, il primo titolo a cui avevo pensato, provvisorio, era “Il Re e la Schiava”. La storia in questione, iniziata per gioco, non aveva niente a che fare con quella che si sarebbe delineata nel corso del tempo. In effetti, non ho mai avuto il controllo dei personaggi perché, dopo che sono stati partoriti dalla mia mente, sono diventati indipendenti ed hanno agito per conto proprio. A loro non importa della mia opinione, ma sanno sempre come guidarmi! In seguito, quando il mondo di ambientazione e le caratteristiche dei protagonisti hanno iniziato a prendere un po’ di spessore, ho scoperto il luogo in cui la mia mente stava viaggiando, ho trovato i suoi posti e le sue peculiarità, laddove la trama iniziava a prendere vita. Si è così venuta a creare la base di quella che sarebbe stata la versione più vera e completa dell’opera, anche se i dettagli e le parti più capillari erano ancora acerbe. I protagonisti hanno iniziato a tracciare le linee guida della storia, che per circa sette anni è stata intitolata “Il Trono di Shérnoaril”, in quanto la morale era incentrata esclusivamente sulla volontà di dominio delle più alte autorità del mondo che si contendevano il trono (la Shérnoaril è una particolare pietra, molto dura, candida e brillante, con cui è costruita Galadin, la Grande Capitale). Pensavo di essere giunta alla conclusione del primo volume, quattro anni fa, quando ho iniziato a stamparlo, a proporlo ad amici e lettori, nonché editori. Non potevo immaginare che la storia era solo un piccolo germoglio pronto a crescere, ma ancora del tutto impreparato a fiorire. Così i miei personaggi mi hanno portata man mano ad andare più a fondo. Ho riscritto completamente tutto il volume (anche il secondo ed il terzo, su cui sto ancora lavorando), seguendo le linee guida tracciate in precedenza ma arricchendole con quel senso più profondo che ho trovato attingendo alla parte più profonda di me, alla quale sono arrivata proprio grazie a questa lunga introspezione che è stata guidata dalla mia immaginazione nel corso della stesura dell’opera. Si è così venuta a creare “La Guerra del Vespro”, la cui trama vuole portare un messaggio più ampio di una semplice storia di contesa fra aspiranti sovrani. Ho pensato a questo titolo perché la guerra che si verrà a creare in seguito allo sfaldamento di ogni credo dei popoli, e al crollo dei pilastri di realtà che reggevano le loro vite, si arriverà non solo al tramonto di un’era ma anche di un’intera stirpe: gli Uomini. Gli Uomini che nasceranno dopo, di fatto, saranno in tutto e per tutto identici agli Immortali, poiché l’universo avrà raggiunto il suo assetto finale, il bene ed il male vivranno in due posizioni separate e mai più si sfioreranno, permettendo così ad ogni persona di esprimere se stessa in totale completezza. Ciò verrà raggiunto attraverso il percorso interiore di ogni singolo individuo, stimolato dagli eventi pensati ad arte dai Numi e dai loro araldi, perché sarà la mente collettiva a creare e a cambiare il mondo, e non il mondo a cambiare il popolo.

 

Nadia, sei una giovane ragazza che coltiva l’amore per la scrittura, l’amore per gli animali e la natura Pavese: questa ultima è sicuramente una delle “assistenti” alla tua fantasia nonché fonte di ispirazione: quando è nata in te l’idea di scrivere un romanzo di fantasia? Quando ti sei sentita talmente ispirata da cimentarti in un progetto così importante? Quali degli elementi passione-natura-animali ha influito di più nella stesura del tuo romanzo? Ci sono altri elementi che hanno determinato la buona riuscita del tuo libro?

 

La bellezza della natura è sempre stata per me come una poesia perennemente ritratta dinanzi ai miei occhi. Vivo nello stesso luogo da molto tempo, vi sono strade e sentieri che conosco meglio delle porte di casa, ma ciò che gli alberi sussurrano al mio cuore o i tramonti dipingono in esso, non smette mai di riempire la vastità del mio spirito. Ho contemplato i paesaggi e li ho attraversati, sia con le mie gambe che con quelle della mia fedele cavalcatura, Anarsil. Molte volte le emozioni nate in questi frangenti sono state lo scivolo per arrivare a parti profonde, in cui si nascondono concetti, pensieri e consapevolezze. L’idea di scrivere un romanzo è nata sette anni fa, ma era solo un gioco. Scrivevo poesie, di solito, e stavo imparando a governare meglio l’arte della scrittura. Così un giorno, senza pretese, ho iniziato ad intessere le righe di una storia improvvisata, giusto per ampliare la mia esperienza creativa. Il resto, è venuto da sé. Sicuramente, per il buono sviluppo della storia che si è andata creando, l’elemento principale è stata la passione. La passione per la scoperta, per il viaggio interiore e per la conoscenza. Ho avuto la fortuna di avere accanto a me una persona che mi ha accompagnata durante questo viaggio, il mio compagno Simone, essendo che eravamo sulla stessa via. Penso che questo sia stato fondamentale per me, perché forse non sarei arrivata fino a qui nello stesso tempo, se fossi stata sola.

 

Racconta un po’ di te agli amici di Bay of Belfalas, i tuoi studi e, perché no, della tua famiglia, culla nella quale ti sei espressa con tanta forza di volontà: come hanno reagito i tuoi genitori all’idea di vederti lanciata nel mondo della scrittura? Quanto ti hanno aiutata e sostenuta? Cosa ne pensano i tuoi amici di questa tua opera?

Vi è stato un tempo in cui la mia coscienza era assopita, e quello era anche il tempo in cui frequentavo il liceo psico-pedagogico, per poi sfociare in un corso di operatore socio sanitario della durata di un anno. Sfortunatamente, tale indirizzo di studio non ha portato a risultati concreti nella mia vita. Mi sono dedicata in tutto e per tutto alla conoscenza di me stessa, arrangiandomi nella realtà come possibile, partorendo idee per procacciarmi da vivere attraverso azioni come quelle di tenere gli animali in pensione per conto di terzi, idea che si è infine rivelata abbastanza proficua. Non posso dire, in tutta sincerità, che la mia famiglia sia stata la culla in cui sono cresciuta. Sin da piccola ho sempre detto che mi stavo crescendo da sola, appellandomi inconsciamente ad ideali e pensieri che erano innati nel mio cuore. Tutt’oggi è così, esiste una realtà in me che è molto distante da quella che esperisco attraverso i sensi, ma quelle emozioni, sentimenti ed idee, sono l’inesauribile fonte a cui attingo per mantenere in vita il mio spirito. Mia madre Silvana, tuttavia, nel periodo in cui stavo lavorando alla prima, seconda, terza ed ennesima versione del libro, è stata di sostegno all’idea. Credeva che ne sarebbe venuto qualcosa di buono, anche se non poteva sapere che le versioni precedenti erano alquanto immature. Mi ha aiutata in particolare nel momento in cui è stato necessario stampare diversi malloppi, da spedire a vari editori nella speranza di ricevere una risposta. Mi ritengo invece fortunata nell’essere circondata da una buona cerchia di amici, che si sono dimostrati molto interessati all’opera e stanno sostenendo il progetto, aiutandomi nell’impresa di far conoscere il libro al pubblico.

Gli argomenti trattati dal tuo romanzo si avvicinano tendenzialmente molto alla realtà quotidiana umana, con la diversificazione delle stirpi in mortali ed immortali; la presentazione del libro parla dei “leader” esponenti del bene e del male: essi si scontreranno nelle ideologie, nelle fragilità delle loro fondamenta, conducendo verso uno sfaldamento di ogni credo e certezza del mondo, dando cosi opportunità alle singole anime di scegliere la propria strada, senza obbligazioni o dogmi. Tale è la classica interpretazione del bene e del male nei secoli e del libero arbitrio “biblico”. Ma la frase che più mi ha colpita è stata: “e sarà quindi costretto a trovare la propria natura originaria”. Un trauma iniziale per tutte le entità, che dovranno abituarsi ad un mondo con verità oggettive non contaminate da pensieri fuorvianti. Pensi che l’uomo avrà le potenzialità di autogestirsi in futuro? Di vivere con delle regole morali proprie? Di essere finalmente libero dalla sua aggressività di base? E’ questo il messaggio del tuo libro? Cosa speri per l’umanità?

 

Ritengo che la natura sia perfezionista, e che quindi l’intero universo si stia lentamente muovendo verso una totale perfezione finale. Tale stato, dovrebbe comprendere la totale scissione del bene dal male, e nel mio pensiero l’umanità è la chiave primaria per arrivare allo scopo. Di certo, questo è il messaggio principale della trilogia, che sarà tuttavia afferrabile nella sua completezza solo alla fine del terzo volume. Nella storia non esistono esponenti che agiscono per il bene o per il male, ma vi sono due conduttori principali che fanno in modo che si venga a creare uno scontro mondiale volto a distruggere ogni credo. Coloro che si affideranno alla verità, ne usciranno vincitori in ogni caso. Non esiste sconfitta per chi agisce per il vero, né dalla parte della luce, né da quella dell’ombra. I conduttori che attizzano le guerre, invero, fanno parte della medesima stirpe e casata. Il loro affrontarsi non dipende da diverse ideologie, ma così facendo faranno crollare i pilastri che reggono la realtà moderna portando le genti nella condizione di dubitare ogni cosa, anche quella che sino ad allora era più salda. Vi sono infatti diverse interpretazioni possibili al loro agire, il cui senso più ampio è inizialmente ignoto perfino a loro stessi, in quanto ogni loro scelta è guidata dalle circostanze ricreate segretamente dai più alti Numi. Qualcuno può anche pensare che uno dei due esponenti sia invero malvagio, ed anche il lettore è libero di farlo, tutto dipende dal proprio punto di vista. Se e quando qualcosa di simile avverrà nel mondo in cui viviamo, io ritengo che nascerà una generazione di Uomini che cambierà finalmente la direzione della propria evoluzione. Anziché concentrarsi sulla strada del reale (progredendo nella tecnologia, nell’economia, nel lavoro, nell’egoismo e via dicendo) devieranno verso la via della verità, dell’armonia e, soprattutto, dell’amore (ergo: conoscenza). Presto o tardi ognuno di noi dovrà compiere una scelta, anche nel piccolo della propria vita, la quale altro non è che una lacrima persa nell’infinità dell’universo, ma in ognuna di quelle lacrime si riflette l’universo stesso. Vivere seguendo la luce del vero, della propria origine e dalla consapevolezza di sé, io ritengo, è il primo passo per raggiungere un processo di tale grandezza, perché il cuore mi suggerisce che le grandi cose nascono da quelle più infinitesimali. Se ognuno di noi compisse un cammino simile, come sono stati forzati a compiere per motivi di urgenza gli abitanti di Tiristel, il pensiero collettivo mondiale cambierebbe a tal punto da modificare il mondo stesso. Sarà quello il momento in cui si potrà capire che il paradiso non è un luogo, ma uno stato.

Chi è la tua fonte primordiale ispiratrice: volendo tentare ad indovinare, Tolkien, Lewis? Quali libri ti hanno ispirata di più? Quali sono gli scrittori fantasy italiani che leggi con maggior piacere?

I libri di Tolkien sono sicuramente stati la mia pietra miliare, in quanto gli unici che racchiudono l’immaginario più simile a quello che popola la mia mente. Devo confessare che, nonostante io scriva fantasy, non sono propensa a leggere questo genere di libri, al di fuori di quelli di Tolkien. Forse perché temo di imbattermi in cose troppo distanti da quelle che amo.

Parte prima, disponibile in ebook qui: https://www.bookrepublic.it/book/9788869820939-la-guerra-del-vespro/ Quanto dovremo attendere per la prossima stampa digitale? Ti aspetti un riscontro positivo, in tutta sincerità? Pensi che le argomentazioni saranno gradite al pubblico di ogni età? Pensi in futuro di scrivere storie per bambini o simili, di spaziare nei vari concept di scrittura o ami di più il fantasy?

 

A dire il vero, non so proprio cosa aspettarmi. Non ho ancora del tutto realizzato che il mio libro è davvero disponibile a tutti! Preferisco non aspettarmi riscontri positivi, e rimanere neutrale. Almeno, non ci rimarrò male in caso le cose non andassero come spero! Ritengo che gli argomenti trattati possano essere di interesse per un pubblico propenso alla meditazione, che forse simpatizza per la filosofia, unita ad uno scenario epico-fantastico. Penso tuttavia che la storia sia destinata a lettori di età superiore ai sedici anni, perché probabilmente non potrebbe essere del tutto colta da un pubblico più giovane. Il mio ambiente è sicuramente quello del fantastico. In passato mi sono dilettata a scrivere una breve storia per bambini (Il Pozzo Guliard), ma anch’essa si svolge in un’ambientazione fantasy. Scrivendo, ritraggo ciò che esiste dentro di me e, per fortuna, laggiù nulla è di cemento.

Qualche riga a ruota libera per te. Ciao e grazie!

Ringrazio di cuore per avermi dato spazio in questo sito, e per il sostegno che mi avete dimostrato! Vi lascio con una frase molto cara per me, che ho sempre custodito nel cuore, il cui sguardo mira all’esistenza come un nostalgico ed ammaliato poeta:

“La vita è poesia, ogni respiro una muta rima con l’universo”.

 

ALTRI LINK PER SCARICARE L’EBOOK:

 

Bookrepublic: https://www.bookrepublic.it/book/9788869820939-la-guerra-del-vespro/

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Disclaimer: Le opinioni espresse all’interno degli articoli, sono riferibili unicamente agli intervistati. È vietato l’uso anche in parte delle foto presenti.

Mena Del Deo – Maria Funiciello

www.bayofbelfalas.org

Ischia, l’eco della Terra di Mezzo

Christopher Lee scompare all’età di 93 anni

Fare l’attore è diventato un sogno comune. Tutti vogliono essere attori, ma essere un vero attore è il lavoro più duro del mondo. (Sir Christopher Lee)

 

Sir Christopher Lee, star di Dracula, del Signore degli Anelli e di Guerre Stellari, e’ morto all’ eta’ di 93 anni. A dare la notizia è stato il Telegraph online. Era stato ricoverato per problemi respiratori e per un infarto circa tre settimane fa, compiendo 93 anni in ospedale. Lady Lee, sua moglie da oltre 50 anni, ha deciso di informare tutti familiari prima di rendere pubblica la scomparsa del marito.  (ANSA)

 

Sir Christopher Frank Carandini Lee, conosciuto  come Christopher Lee (Londra, 27 maggio 1922 – Londra, 7 giugno 2015) è stato un attore che nella sua lunga carriera ha interpretato più di 280 film, tra i quali “Dracula il vampiro” del 1958 con tutte le sue varianti e riedizioni cinematografiche, la fortunatissima trilogia de “Il Signore degli Anelli” (2001-2003) nel ruolo dello stregone Saruman il Bianco, il fondatore del Pakistan Mohammad Ali Jinnah nel film “Jinnah”, ritornando ancora un’ultima volta nei panni di Saruman nel 2012 con la pellicola di Peter Jackson “Lo Hobbit, un viaggio inaspettato

Il 13 giugno 2009 è stato insignito del titolo di Cavaliere Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico (KBE). Nel 2001 era già stato nominato Commendatore dell’Ordine (CBE). Lee è entrato nel Guinness dei primati come l’attore vivente più citato sugli schermi. Ha inoltre partecipato come voce narrante a più album della saga del gruppo musicale power metal neoclassico italiano Rhapsody of fire.

La notizia lascia grande sconforto tra i fan, sopratutto nel mondo Tolkieniano, per il grande legame che Sir Lee ebbe in vita con il Professore di Oxford; infatti egli deteneva il primato di essere l’unico attore del cast de “Il Signore degli Anelli” ad avere incontrato dal vivo Tolkien.

Christopher Lee in una scena de "La Compagnia dell'Anello"
Christopher Lee in una scena de “La Compagnia dell’Anello”

 

Ricordiamo alcune sue citazioni, di cui la prima a me molto cara:

Quando ho letto “Il Signore degli Anelli” negli anni ’50 avevo trentatré anni e non potevo certo immaginare che avrei poi girato il film. Se allora mi avessero chiesto chi avrei voluto interpretare, avrei risposto senza dubbio: “Gandalf!”. Qualunque attore avrebbe voluto fare Gandalf. Lui è il mio personaggio preferito perché è lui a muovere la storia. Quando decisero di girare il film ero già troppo vecchio per interpretare Gandalf ma fui comunque contento di essere Saruman.

Alcune sue dichiarazioni sul mondo del cinema:

Oggi l’industria del film è gestita da persone molto giovani e inesperte, quando ho iniziato io, invece, chi faceva i film sapeva il fatto suo, ora si fanno soltanto affari.

 

Non sono critico verso Hollywood. Sono critico verso le decisioni prese da persone che non sono in grado di prenderle.

 

Si spendono incredibili somme di denaro per confezionare insuccessi dove spesso recitano attori molto giovani. Questa tendenza è molto pericolosa sia per il film che per gli attori. Un giovane attore non ha la sufficiente esperienza per interpretare il ruolo del protagonista. Naturalmente non è colpa sua.

 

Un ultimo bellissimo ricordo fu al suo 92° compleanno, che festeggiò in maniera decisamente originale regalandosi un disco heavy metal. Il disco si intitolava “Metal Knight” e contiene sette brani, tra cui una curiosa rivisitazione di “My Way” dal repertorio di Frank Sinatra. Lee era un habituée del metal e ha collaborato in passato anche con i Manowar, formazione di culto dell’epic metal. L’album fu realizzato insieme a Tony Iommi, il chitarrista dei Black Sabbath; mentre in occasione de “Lo Hobbit, un viaggio inaspettato”, Peter Jackson lo insignì della targa “Praticamente perfetto in ogni ruolo”.

 

Addio grande uomo!

Salutaci il Professore!

 

Christopher Lee nel suo ultimo lavoro firmato Peter Jackson, “Lo Hobbit, un viaggio inaspettato”