Contest fotografico con premio “La mia Contea” 25 Febbraio – 25 Marzo 2017

La mia, la tua Contea è ovunque intorno a noi.

Parte la prima iniziativa web a premi di Bay of Belfalas per l’anno 2017, un lancio in previsione dell’evento più importante della Terra di Mezzo, ossia la disfatta di Sauron il 25 Marzo dell’anno 3019 della T.E.

Perchè la Contea? Cosa ha di magico questo fascinoso e tranquilllo luogo della Terra di Mezzo? Bilbo stesso, nel capitolo “Una festa a lungo attesa”, rispondendo alla domanda di Gandalf, fece intendere che il nipote non l’avrebbe seguito a Rivendell nel suo viaggio di “pensionamento” dalla Contea, per ragioni di affezione particolare:

Lo so. Forse verrebbe con me se glielo chiedessi. Ma credo che dentro di sé Frodo sia ancora innamorato della Contea. Dei suoi boschi, campi, fiumiciattoli…

Poi, descrivendo la Contea nel suo Libro Rosso, scrisse minuziosamente i motivi per i quali gli Hobbit sono così legati alla stessa:

In effetti, alcuni hanno osservato che l’unica vera passione degli Hobbit è il cibo. Un’osservazione abbastanza ingiusta, visto che abbiamo anche sviluppato un profondo interesse nel preparare la birra e nel fumare l’erba-pipa. Ma lì dove il nostro cuore veramente palpita, è la tranquilla, silenziosa buona terra coltivata, perché tutti gli Hobbit hanno amore per le cose che crescono. Eh, sì, senza dubbio agli altri i nostri modi appaiono pittoreschi… Ma oggi più che mai sono fermamente convinto che non è una brutta cosa festeggiare una vita semplice.

Questi sono ottimi spunti per sbizzarrirti con il tuo estro personale!

Partecipare è semplice! SEGUI IL WIKI-CONTEST qui di seguito:

  1. Cerca, fotografa ed edita eventualmente a tuo piacere  il luogo che ti ricorda la Contea, concentrandoti su due caratteristiche peculiari: la natura come sfondo della foto e la fantasia nell’elaborare il tuo scatto;  se nella tua città non c’è “verde”, puoi inventare una ambientazione casalinga, un’artefatto che faccia sognare la Contea nelle quattro mura!
  2. Invia lo scatto partecipante, entro il 24 Marzo 2017 (con i dati anagrafici e la liberatoria all’utilizzo dell’immagine, (reperibile qui: liberatoria contest) al nostro indirizzo: mena@bayofbelfalas.org oppure maria@bayofbelfalas.org

Il giorno 26 Marzo verrà proclamato il vincitore  per il premio  “#lamiacontea”; la foto più espressiva e fantasiosa riceverà una copia sigillata del romanzo di J.R.R. Tolkien “Lo Hobbit” (come da foto), che verrà spedito a mezzo corriere entro alcuni giorni.


COSA ASPETTI???

Il concorso è rivolto a tutti. Speriamo che l’iniziativa venga apprezzata soprattutto dai giovani del gruppo e da tutti i nuovi iscritti, o da chi vuole iniziare ad approfondire meglio la conoscenza del grande mondo rappresentato dalle opere di Tolkien.
Buon divertimento!
Lo Staff

10 Giorni di Ronald ed Edith – Tolkien e la sua storia d’amore – Giorno 10

[…] Le condizioni di vita non erano generalmente molto confortevoli, e nel tempo libero tra i pasti immangiabili, le trincee da scavare e le letture sulle mitragliatrici c’era poco da fare tranne che giocare a bridge. […]

“Tra i superiori non esistono gentiluomini”, disse a Edith, “e persino gli essere umani sono rari”.

All’inizio del 1916 […] imparò a usare il codice Morse […] e fu nominato ufficiale segnalatore del battaglione.

Si avvicinava il momento dell’imbarco per la Francia, e con Edith decisero di sposarsi prima che egli partisse, poiché il terribile numero di morti fra le truppe inglesi rendeva drammaticamente chiaro come fosse possibile che non tornasse mai più. In ogni caso avevano aspettato anche più del tempo necessario, poiché ormai Ronald aveva ventiquattro anni ed Edith ventisette.

[…] Andò a Birmingham per incontrare Padre Francis e parlare della questione economica, e per dirgli che stava per sposare Edith. Si misero d’accordo riguardo le azioni; tuttavia, non fu capace di comunicargli la notizia del matrimonio. Non era riuscito a dimenticare l’opposizione di padre Francis alla loro storia, sei anni prima. Solo a quattordici giorni dalla data delle nozze si decise a scrivere e a spiegarsi. La lettera che ebbe in risposta fu cordiale: padre Francis augurava loro “ogni felicità e bene”. […]

Ronald Tolkien ed Edith Bratt furono uniti in matrimonio da padre Murphy dopo la prima messa del mercoledì 22 marzo 1916. […] Ci fu uno sfortunato pasticcio: Edith non si era resa conto che, al momento della firma sul registro, avrebbe dovuto dare le generalità del padre, e non aveva mai detto a Ronald di essere figlia illegittima. Di fronte al registro fu presa dal panico e scrisse il nome di uno zio, Frederick Bratt, ma non le venne in mente niente da scrivere alla voce “Professione del padre”, sicché la lasciò in bianco.

Quando, in seguito, confessò la verità a Ronald, lui le scrisse:

Adesso mi sembra di amarti ancor più teneramente, moglie mia. Ma dobbiamo dimenticarci al più presto di tutto questo e affidarlo a Dio.

Dopo le nozze partirono in treno per Clevedon, nel Somerset, dove si sarebbero fermati per una settimana. Nello scompartimento entrambi si misero a scribacchiare, sul retro di un telegramma di auguri, la nuova versione della firma di Edith: Edith Mary Tolkien… Edith Tolkien… Mrs. Tolkien… Mrs. J.R.R. Tolkien.

Suonava splendidamente.

 

Humphrey Carpenter, “J.R.R. Tolkien. A Biography”. Cap. 7, La guerra, pag. 125-127

10 Giorni di Ronald ed Edith – Tolkien e la sua storia d’amore – Giorno 9: “Cambiamenti”

[…] In conseguenza di questa crisi Edith decise di andare a vivere con la cugina Jennie Grove, una donna di mezza età, piccola e determinata, afflitta dalla gobba. Le due donne, insieme, cominciarono a cercare un appartamento. Sembra che venne loro suggerito di trasferirsi ad Oxford, in modo che Edith fosse vicina a Ronald. Ma pare che lei non lo desiderasse: forse nutriva un qualche risentimento per le pressioni che lui aveva fatto a proposito della scelta religiosa, e sicuramente preferiva mantenere una vita indipendente fino al giorno del matrimonio. Dopo una breve ricerca riuscirono a trovare temporaneamente alcune stanze (a Warwick) dove Ronald, nel giugno del 1913, le raggiunse. […] Lui e Edith fecero un giro in barca sull’Avon. Parteciparono insieme a una benedizione eucaristica nella chiesa cattolica, dalla quale

“uscimmo” scrisse, “felici e sereni. Questa era la prima volta che eravamo riusciti ad andare tranquillamente in chiesa fianco a fianco”

Cercarono una casa per Edith e Jennie, e quando le trovarono una adatta a loro ci furono tantissime cose da sistemare. Ronald trovava irritante passare le ore a risolvere i problemi domestici. A dire il vero lui ed Edith quando stavano insieme non sempre erano felici; non si conoscevano più molto bene, avendo trascorso tre anni separati l’uno dall’altra, vivendo per di più in due mondi completamente diversi; l’uno abitato da soli uomini, chiassoso e accademico, e l’altro casalingo e delicato, composto sia di uomini sia di donne.

[…] D’ora in poi ciascuno dei due avrebbe dovuto fare concessioni all’altro, se volevano realmente comprendersi. […] Ronald si rivolgeva a Edith chiamandola “piccolina”, il vezzeggiativo che preferiva, e parlava con dolcezza della loro “casetta”; ma lei era tutto tranne che piccola nella personalità e, quando erano insieme, spesso facevano fuoco e fiamme. […] Tra lui ed Edith c’era un profondo amore, ma spesso lui lo inseriva in un cliché romantico, mentre se si fosse mostrato a lei anche nel suo aspetto intellettuale e l’avesse coinvolta nella compagnia dei suoi amici forse lei si sarebbe risentita meno quando questi elementi – in seguito- sarebbero venuti a invadere buona parte della loro vita matrimoniale. Ronald volle invece tenere questi aspetti della sua vita sempre nettamente separati. […]

L’8 gennaio 1914 fu accolta nella Chiesa cattolica romana. La data era stata scelta da lei e Ronald perchè in quel giorno cadeva il primo anniversario del loro riavvicinamento. Subito dopo, in chiesa, lei e Ronald furono dichiarati ufficialmente fidanzati da padre Murphy. […]

Mentre Tolkien scriveva The Voyage of Earendel, verso la fine dell’estate del 1914, l’Inghilterra dichiarava guerra alla Germania. I giovani si arruolavano a migliaia, rispondendo all’appello alle armi proclamato da Kitchener. […] Si rasserenò quando venne a sapere che esisteva una disposizione grazie alla quale avrebbe potuto svolgere l’addestramento militare pur continuando a frequentare l’università, e rimandare così la partenza fino al conseguimento della laurea…

 

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Humphrey Carpenter, “J.R.R. Tolkien. A Biography”. Cap. 6, Riuniti, pag. 106-108, Cap. 7, La guerra, pag. 118

10 Giorni di Ronald ed Edith – Tolkien e la sua storia d’amore – Giorno 8: “Saltare il fosso”

[…] Edith temeva che suo “zio” Jessop, nella casa del quale tuttora viveva, avrebbe potuto risentirsi, poiché come molte persone della sua età e del suo ceto era rigorosamente anticattolico.

Le avrebbe consentito di vivere ancora sotto il suo tetto fino al momento del matrimonio, se lei avesse saltato il fosso? Si trattava di una situazione delicata, ed Edith suggerì di rimandare ogni decisione al momento in cui si sarebbero fidanzati ufficialmente, o addirittura fino al momento del matrimonio.

Ma Ronald non voleva saperne. Pretendeva che ella agisse in fretta; disprezzava infatti la Chiesa d’Inghilterra, che definiva “un patetico e confuso miscuglio di tradizioni ricordate a metà e di credenze mutilate”.

Se anche Edith fosse stata perseguitata per la sua decisione di diventare cattolicam che cosa c’era di strano? Era capitata la stessa cosa alla sua cara madre, e lei aveva resistito.

Credo intimamente, scrisse a Edith, che nessuna mancanza di coraggio e nessun timore mondano debbano distoglierci dal seguire con dirittura la Luce

(lui a sua volta, aveva ripreso a frequentare regolarmente i Sacramenti, e forse aveva deciso di dimenticare le sue mancanze degli anni precedenti).

Il fatto che Edith dovesse convertirsi al cattolicesimo aveva per lui un forte significato emotivo; forse, anche se non lo avrebbe mai ammesso, lo considerava una riprova dell’amore di lei dopo la mancanza di fedeltà dovuta al fidanzamento con George Field.

Così Edith fece quello che lui desiderava: comunicò agli Jessop la sua decisione di diventare cattolica; e lo “zio” reagì esattamente come lei aveva temuto, ingiungendole di lasciare la sua casa non appena avesse trovato un’altra sistemazione.

Humphrey Carpenter, “J.R.R. Tolkien. A Biography”. Cap. 6, Riuniti, pag. 100-106

10 Giorni di Ronald ed Edith – Tolkien e la sua storia d’amore – Giorno 7

Adesso che Ronald si era riunito a Edith si concetrò completamente sulle Honour Moderations, il primo dei due esami che lo avrebbero portato alla laurea in Studi classici. […] Quando giunse il momento delle “Mods” (Honour Moderations), alla fine di febbraio, era ancora poco preparato in diverse materia. Fu molto sollevato nell’apprendere che gli era stata attribuita una Second Class, pur rendendosi conto che avrebbe potuto ottenere di meglio.

[…] Nei mesi che seguirono il loro riavvicinamento, la religione di Edith causò qualche discussione fra i due fidanzati. Se il loro matrimonio doveva essere benedetto dalla Chiesa di lui, anche lei avrebbe dovuto abbracciare la religione cattolica. In teoria Edith era felice di fare questo passo, poiché riteneva che in origine la sua famiglia fosse stata cattolica, ma non era così semplice. Edith faceva parte della Chiesa d’Inghilterra, ed era molto attiva. Durante il periodo della separazione da Ronald la sua vita a Cheltenham aveva avuto come fulcro la parrocchia, acquisendo così un certo ruolo.

Ora Ronald le chiedeva di rinunciare a tutto questo per trasferirsi in una Chiesa dove non conosceva nessuno…

Humphrey Carpenter, “J.R.R. Tolkien. A Biography”. Cap. 6, Riuniti, pag. 100-105

10 Giorni di Ronald ed Edith – Tolkien e la sua storia d’amore – Giorno 6

[…]Alla fine della giornata Edith aveva deciso: dichiarò che avrebbe rotto al più presto il fidanzamento con George Field per sposare Ronald Tolkien.

Scrisse a George restituendogli l’anello di fidanzamento; il povero giovane ne fu fortemente scosso, e la famiglia offesa e adirata. Ma alla fine non si parlò più di questo episodio, e dopo qualche tempo tutti tornarono amici.

Ronald e Edith non annunciarono il fidanzamento, temendo le reazioni delle famiglie e preferendo attendere finché Ronald non avesse prospettive più certe. Ronald comunque ritornò a Oxford con una “felicità esplosiva nel cuore”.

Una delle prime cose che fece fu scrivere a padre Francis spiegandogli che lui ed Edith intendevano sposarsi. Ronald era molto in ansia per la risposta, che, quando giunse, si rivelò molto pacata e rassegnata, benché non si potesse certo definire entusiasta. Fu un bene, poiché il sacerdote, pur non essendo più il tutore di Ronald, continuava ad aiutarlo fornendogli un supporto finanziario fondamentale. Perciò era essenziale che tollerasse almeno il fidanzamento.

Humphrey Carpenter, “J.R.R. Tolkien. A Biography”. Cap. 6, Riuniti, pag. 100

Ischia, l'eco della Terra di Mezzo

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