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Una lettera per me da parte di Gandalf!

«Ah sì, eh? E com’è questa descrizione?»,
esclamò Frodo, interrompendolo imprudentemente.
«
Un piccoletto ben piantato e con le guance rosse»,
disse il signor Cactaceo solennemente. Pipino rise
sotto i baffi, ma Sam ne fu turbato. «
Comunque non
basta, perché vale per la maggior parte degli Hobbit,
Omorzo
, mi disse», proseguì Cactaceo lanciando
una occhiata a Pipino. «
Ma quello di cui ti parlo è
più alto e più chiaro della maggior parte degli
Hobbit, ed ha una fossetta sul mento: un tipo
impertinente dagli occhi vivaci
. Chiedo scusa, ma è stato lui a dirlo, non io».


«L’ha detto lui? E chi è
lui?», chiese Frodo ansioso.


«Gandalf, beninteso! Dicono che sia uno 
stregone, ma comunque sia è un mio caro amico. […] Tre mesi fa entra nella mia
camera senza nemmeno bussare.
Omorzo, dice, io
parto domattina.
Mi puoi fare un grande favore? Di’
soltanto che cosa, e sarà fatto
, rispondo io. Ho
molta fretta
, dice lui, e non ho tempo di portare io
stesso questo messaggio nella Contea. Hai qualcuno 
fidato da mandare? Posso trovare qualcuno, dico io,
domani forse, o dopodomani. Più presto è meglio è,
dice e mi dà la lettera. E’ indirizzata con molta
precisione», disse il signor Cactaceo, estraendo una
lettera dalla tasca e leggendo l’indirizzo lentamente
e fieramente (teneva molto alla propria reputazione
di uomo colto):

SIG. FRODO BAGGINS, CASA BAGGINS,
HOBBIVILLE nella CONTEA.

«Una lettera per me da parte di Gandalf!», gridò
Frodo. 

IL PULEDRO IMPENNATO, BREA.
Giorno di Mezzo Anno, Calendario Contea 1418.

Caro Frodo,

Cattive notizie mi sono giunte sin qui. Devo partire immediatamente. Faresti bene a lasciare Casa Baggins fra non molto e ad andartene dalla Contea prima della fine del mese di luglio, al più tardi. Tornerò appena mi sarà possibile, e se tu sarai già partito ti seguirò. Lasciami un messaggio in questa locanda, se passi da Brea. Puoi fidarti dell’oste (Cactaceo). Forse incontrerai un mio amico per strada: un Uomo alto, magro, scuro, che taluni chiamano Grampasso. Sa i fatti nostri e ti aiuterà.


Va’ a Gran Burrone: lì spero ci ritroveremo,
finalmente. Se non dovessi venire prima della tua
partenza, Elrond ti consiglierà sul da fare.

Affettuosamente tuo frettolosissimo GANDALF

P.S. – NON l’adoperare MAI più, per nessuna
ragione al mondo! Non viaggiare di notte!

P.P.S. – Accertati che sia il vero Grampasso. Ci
sono un sacco di uomini strani in giro. Il suo vero
nome è Aragorn. 


6-8 Aprile 3019 : eventi dopo la caduta di Sauron

6 Aprile 3019:

Incontro di Celeborn e Thranduil

8 Aprile 3019:

Grandi onori ai Portatori dell’Anello sul Campo di Cormallen

(Il Signore degli Anelli, Appendice B, i giorni principali dalla caduta di Baraddûr

alla fine della Terza Era)

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Il giorno del Capodanno Elfico, Celeborn e Thranduil s’incontrarono in mezzo alla foresta, e mutarono il nome di Bosco Atro in Eryn Lasgalen, il Bosco di Foglieverdi. Thranduil estese il suo regno a tutte le regioni settentrionali, sino alle montagne che si ergono nella foresta; Celeborn prese la parte meridionale del bosco, a sud degli Stretti, e lo chiamo’ Lorien orientale.

 

(Il Signore degli Anelli, Il Calcolo degli Anni, Appendice B, “Dopo il crollo della Torre Oscura”)

Sei pronto, Frodo?

Elrond convocò gli Hobbit. Lo sguardo che posò su Frodo era grave.

«E’ giunta l’ora», disse. «Se l’Anello deve partire, è necessario che vada presto. Ma coloro che lo portano seco non potranno contare, durante la missione, sull’aiuto della guerra o della forza. Essi devono inoltrarsi nel territorio del Nemico, lungi da qualsiasi aiuto. Hai tu ancora l’intenzione di mantenere la parola data, Frodo, e di essere il Portatore dell’Anello?».

«Lo sarò», disse Frodo, «e partirò con Sam».

«Non ti posso dare molto aiuto e nemmeno utili consigli», disse Elrond. «Mi è possibile prevedere ben poco del tuo cammino, e ignoro come il tuo compito possa giungere a termine. Nove saranno i membri della Compagnia dell’Anello, ed i Nove Viandanti si opporranno ai Nove Cavalieri che sono malvagi. Con te ed il tuo fido servo verrà anche Gandalf; questo sarà infatti il suo grande incarico, e forse la fine dei suoi travagli.

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tratto da: Il Signore degli Anelli, “La Compagnia dell’anello”, capitolo “L’Anello va al sud”

Halloween Tolkeniano – Le Paludi Morte

Ecco come promesso, nella notte di Halloween, arriva il corto dedicato!

Quest’anno ci troviamo nelle Paludi Morte, vero e proprio luogo spettrale dalla storia carica di morte e desolazione.

Abbiamo miscelato un po’ di elementi, prendendo in prestito immagini relative al comune di Barano d’Ischia, con l’Olmitello e la spiaggia dei Maronti. Immancabile il Castello Aragonese e il Torrione di Forio.

Beh, che dire…. non guardate le fiammelle e le facce negli acquitrini… e attenti ai Nazgul!!!!!!!

18 Ottobre 3018: Gli ultimi consigli di Glorfindel

Nel ricordo di questa giornata particolare per il portatore dell’Unico Anello, ho voluto riportare questi passi tratti da “La Compagnia dell’Anello”, che nella Trilogia cinematografica sono pressappoco che assenti e Glorfindel viene sostituito da una coraggiosissima sebbene non menzionata Arwen.

Onore al valoroso Glorfindel, definito da Gandalf come “Signore Elfico di una casata principesca”!

 

«Vi sono scritte malvagie su quest’elsa», disse; «forse i vostri occhi non sanno vederle. Conservala, Aragorn, fino al momento in cui giungeremo alla casa di Elrond! Sii cauto, però, ed evita di toccarla. Ahimè, non è in mio potere curare le ferite di quest’arma! Tutto ciò che potrò fare lo farò; ma ora più che mai vi esorto a proseguire senza riposo nésosta».

Le sue dita cercarono la ferita sulla spalla di Frodo, e l’espressione sul suo viso si fece più grave, segno di una nuova inquietudine. Frodo, invece, sentì sciogliersi il freddo al fianco ed al braccio, e penetrare un po’ di calore dalla spalla fin giù alla mano, e le sofferenze attenuarsi. Le tenebre intorno a lui parvero diradarsi, come se una nuvola fosse stata squarciata; poté distinguere con maggior nettezza i visi del suoi compagni, e nuovo vigore e nuovo coraggio gli affluirono al cuore.

«Monterai il mio cavallo», disse Glorfindel. «Ti accorcerò le staffe fino alla sella, e tu ti terrai con tutte le tue forze. Ma non hai nulla da temere: il mio cavallo non lascia cadere un cavaliere che io gli ordino di portare. Il suo passo è soffice e leggero, e se il pericolo si dovesse far troppo vicino, ti porterà in salvo con una corsa che nemmeno i neri destrieri del Nemico possono eguagliare».

Glorfindel li esortava costantemente ad affrettarsi, e permise solo due brevi soste durante tutta la giornata di marcia. Riuscirono così a percorrere venti miglia prima del calar della notte, giungendo in un punto dove la Via curvava verso destra per scendere fino al fondo della valle, puntando dritta sul Bruinen.

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18 Ottobre 3018: Glorfindel incontra Frodo al crepuscolo

Glorfindel viene inviato da Elrond in avanscoperta per cercare notizie di Frodo e dei tre Hobbit in cammino verso Imladris; “La Compagnia dell’Anello” recita questi versi:

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D’un tratto apparve un cavallo bianco che correva veloce, risplendente nelle ombre del crepuscolo. La sua bardatura scintillava e sfavillava come tempestata di gemme brillanti simili a stelle vive. La cappa del cavaliere sventolava dietro, ed il cappuccio gli ricadeva sulle spalle; i capelli dorati ondeggiavano al vento. A Frodo pareva che una luce bianca emanasse dalla figura e dalle vesti del cavaliere.
Vedendo Grampasso, smontò da cavallo per corrergli incontro gridando: Ai na vedui Dùnadan! Mae govannen! Il suo linguaggio e la voce limpida e squillante dissiparono gli ultimi dubbi: il cavaliere apparteneva alla Gente Elfica.

«Questi è Glorfindel, e vive nella casa di Elrond», disse Grampasso.