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18 Ottobre 3018: Gli ultimi consigli di Glorfindel

Nel ricordo di questa giornata particolare per il portatore dell’Unico Anello, ho voluto riportare questi passi tratti da “La Compagnia dell’Anello”, che nella Trilogia cinematografica sono pressappoco che assenti e Glorfindel viene sostituito da una coraggiosissima sebbene non menzionata Arwen.

Onore al valoroso Glorfindel, definito da Gandalf come “Signore Elfico di una casata principesca”!

 

«Vi sono scritte malvagie su quest’elsa», disse; «forse i vostri occhi non sanno vederle. Conservala, Aragorn, fino al momento in cui giungeremo alla casa di Elrond! Sii cauto, però, ed evita di toccarla. Ahimè, non è in mio potere curare le ferite di quest’arma! Tutto ciò che potrò fare lo farò; ma ora più che mai vi esorto a proseguire senza riposo nésosta».

Le sue dita cercarono la ferita sulla spalla di Frodo, e l’espressione sul suo viso si fece più grave, segno di una nuova inquietudine. Frodo, invece, sentì sciogliersi il freddo al fianco ed al braccio, e penetrare un po’ di calore dalla spalla fin giù alla mano, e le sofferenze attenuarsi. Le tenebre intorno a lui parvero diradarsi, come se una nuvola fosse stata squarciata; poté distinguere con maggior nettezza i visi del suoi compagni, e nuovo vigore e nuovo coraggio gli affluirono al cuore.

«Monterai il mio cavallo», disse Glorfindel. «Ti accorcerò le staffe fino alla sella, e tu ti terrai con tutte le tue forze. Ma non hai nulla da temere: il mio cavallo non lascia cadere un cavaliere che io gli ordino di portare. Il suo passo è soffice e leggero, e se il pericolo si dovesse far troppo vicino, ti porterà in salvo con una corsa che nemmeno i neri destrieri del Nemico possono eguagliare».

Glorfindel li esortava costantemente ad affrettarsi, e permise solo due brevi soste durante tutta la giornata di marcia. Riuscirono così a percorrere venti miglia prima del calar della notte, giungendo in un punto dove la Via curvava verso destra per scendere fino al fondo della valle, puntando dritta sul Bruinen.

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18 Ottobre 3018: Glorfindel avverte gli Hobbit: I Cavalieri Neri sono vicini

«Salute, amico, finalmente benincontrato!», disse il sire elfico a Frodo. «Mi hanno mandato da Gran Burrone per cercarti. Temevamo che il pericolo ti sorprendesse per via».

«Allora Gandalf è a Gran Burrone?», esclamò con gioia Frodo. «No. Quando io partii non era ancor giunto, ma ora son passati nove giorni», rispose Glorfindel. «Elrond ha ricevuto notizie inquietanti. Alcuni della mia gente in viaggio per il vostro paese oltre il Baranduin (Brandivino) appresero che le cose non andavano per il loro verso e ci mandarono solleciti messaggi.

Grampasso raccontò brevemente l’attacco subito all’accampamento di Colle Vento, e parlò all’Elfo del pugnale; ne tirò fuori l’elsa, che aveva conservato, e gliela tese. Glorfindel rabbrividì.

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18 Ottobre 3018: Glorfindel incontra Frodo al crepuscolo

Glorfindel viene inviato da Elrond in avanscoperta per cercare notizie di Frodo e dei tre Hobbit in cammino verso Imladris; “La Compagnia dell’Anello” recita questi versi:

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D’un tratto apparve un cavallo bianco che correva veloce, risplendente nelle ombre del crepuscolo. La sua bardatura scintillava e sfavillava come tempestata di gemme brillanti simili a stelle vive. La cappa del cavaliere sventolava dietro, ed il cappuccio gli ricadeva sulle spalle; i capelli dorati ondeggiavano al vento. A Frodo pareva che una luce bianca emanasse dalla figura e dalle vesti del cavaliere.
Vedendo Grampasso, smontò da cavallo per corrergli incontro gridando: Ai na vedui Dùnadan! Mae govannen! Il suo linguaggio e la voce limpida e squillante dissiparono gli ultimi dubbi: il cavaliere apparteneva alla Gente Elfica.

«Questi è Glorfindel, e vive nella casa di Elrond», disse Grampasso.