Bilbo Baggins- Thorin

L’Archepietra, tesoro maledetto

Arkengemma (o Archepietra), significa letteralmente “Pietra Preziosa“, il termine sembra derivare dall’antico inglese Eorclanstán, a sua volta derivata dalla parola norrena jarknasteinn, tratta dall’Edda.

La gemma era anche detta Cuore della Montagna, anche in virtù del fatto che era stata scoperta in profondità e brillava quasi di luce propria.

L’Arkengemma, secondo la descrizione data nel libro, era grossa all’incirca come un pugno (la più grande e perfetta mai estratta dalle profondità di Erebor) e brillava di luce propria; tuttavia, essendo stata tagliata e modellata da Nani, rifletteva e moltiplicava qualsiasi luce che si rifrangeva sulla sua superficie.

Eventi accaduti ne “Lo Hobbit”

Nel 2941 TE fu ritrovata da Bilbo Baggins tra il tesoro di Smaug; rapito dalla bellezza della gemma l’hobbit, senza quasi pensarci, se la infilò in tasca pensando di reclamarla quale sua parte del tesoro. Tuttavia dopo la morte del drago Thorin reclamò per lui la pietra, ammonendo che si sarebbe vendicato di chiunque l’avesse trovata e se la fosse tenuta per sé. Spaventato dalle parole del Nano, Bilbo pensò per il momento di non dire nulla; successivamente pensò di usare la pietra per convincere Thorin a desistere dalla sua follia di resistere agli Uomini e agli Elfi così durante la notte, servendosi del potere del suo Anello, raggiunse l’accampamento opposto la consegnò a Bard, sperando che ciò inducesse il nano a più miti consigli.

Il dialogo tra Thorin e Bard alle porte di Erebor

« Salute, Thorin! » disse Bard. « Sei ancora dello stesso parere? ».
« Io non cambio parere coll’alba e il tramonto di pochi soli » rispose Thorin.
« Siete venuti a farmi domande oziose? L’esercito degli elfi non se ne è ancora andato via, come avevo intimato! Fino ad allora inutilmente vieni a trattare con me! ».

« Non c’è nulla per cui cederesti un po’ del tuo oro? ».
« Nulla che tu o i tuoi amici abbiate da offrire ».
« E se fosse l’Archepietra di Thrain? » disse Bard, e a quelle parole il vecchio aprì il cofanetto e tenne alta la gemma. La luce filtrò dalla sua mano, vivida e bianca nel mattino.
Allora Thorin ammutolì, stupefatto e confuso. Per un lungo momento nessuno parlò.
Alla fine Thorin ruppe il silenzio, e la sua voce era densa di collera.

«Quella pietra era di mio padre, e appartiene a me» egli disse. «Perché dovrei comprare quello che mi appartiene?». Ma lo stupore lo sopraffece ed egli aggiunse: « Ma come avete fatto a impadronirvi di questo cimelio della mia famiglia? ammesso che ci sia bisogno di fare una domanda simile a dei ladri… ».

« Noi non siamo ladri » rispose Bard. « Quello che ti spetta ti verrà restituito in cambio di quello che spetta a noi ».
« Come avete fatto a impadronirvene? » urlò Thorin in un crescendo di collera.

« Gliel’ho data io! » squittì Bilbo, che faceva capolino da sopra il muro, ormai spaventato da morire.

(J.R.R. Tolkien, The Hobbit)

Fonti storiografiche: Tolkienpedia

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