Lettere di Tolkien

Éarendel, genesi del mito Tolkeniano

Le Lettere di Tolkien

John Tolkien scrive nuovamente ad Edith Bratt in data 27 novembre 1914. Di questa lettera approfondiremo una serie di particolari essenziali, che non troviamo circostanziati nell’opera di cui stiamo trattando, ma che vengono spiegati ampiamente in biografia. Parleremo della prima “ispirazione” di Tolkien: la storia di Éarendel, un antico poema anglosassone.

Il resoconto della sua quotidianità è breve ma intenso e zeppo di impegni come tutte la sue giornate invero: “Ho lavorato circa quattro ore dalle 9:20 fino all’1 del mattino: tutto il pomeriggio esercitazione, […] John Tolkien nel 1914 frequentava l’ultimo anno di Lingua e Letteratura Inglese ad Oxford e al contempo si preparava all’arruolamento nell’Esercito nei Corpi di addestramento militare dell’Università, quindi ciò significa esercitazioni sotto la pioggia, col freddo, ad infradiciarsi nel fango, nonché la manutenzione delle proprie armi, insomma una vita universitaria per nulla paragonabile ai tempi moderni; nel 1914 infatti, verso la fine dell’estate, durante il conflitto della prima guerra mondiale l’Inghilterra dichiarava guerra alla Germania).

[…] cinque-sei ore di lezione e dopo cena con T.W. Earp (accennato nella prima lettera) sono andato ad un incontro del Club del Dibattito (una sorta di tavola rotonda aperta alle discussioni su argomenti legati al mondo della scuola e non solo). Tolkien scrive a Edith che la serata al Club è stata pessima per quanto riguarda il saggio iniziale, ma che il dibattito è stato interessante.

Quella serata era dedicata ai compositori e John lesse un poemetto di sua invenzione: “Éarendel*”, che ricevette una buona critica.

Gli studi di Tolkien sui dialetti del West Midland

E’ vitale spiegare la genesi di questo poema: Éarendel nacque dall’interessamento di Tolkien nell’ampliare le sue conoscenze del dialetto del West Midland (la regione che comprende le contee di Herefordshire, Shropshire, Staffordshire, Warwickshire e Worcestershire: in quest’ultima contea affondavano le radici della sua famiglia da parte materna, più precisamente nella città di Evesham, dove i Suffield avevano vissuto per molte generazioni) durante il medioevo inglese, poiché lo associava alla sua infanzia e ai suoi antenati. Cominciò cosi a leggere un buon numero di testi in antico inglese, che gli erano ancora sconosciuti. Tra questi c’era il Christ¹ (Il Sogno della Croce. Cristo) di Cynewulf, una raccolta di poemi religiosi anglosassoni.

Cynewulf, ispirazione di Tolkien

Cynewulf (/ˈkɪniwʊlf/antico inglese: [ˈkynewuɫf]; scritto anche Cynwulf o Kynewulf ) è uno dei dodici poeti dell’antico inglese conosciuti per nome ed è considerato una delle figure preminenti della poesia cristiana anglosassone per l’appunto. Conosciamo il suo nome per mezzo di firme runiche che si intrecciano nelle quattro poesie che compongono il suo corpus narrativo.

Due righe lo colpirono in particolar modo:

Éala Éarendel engla beorhtast

ofer middangeard monnum sended

«Ave Éarendel il più luminoso di tutti gli angeli

/ inviato agli uomini sulla terra di mezzo» [N.d.T]

Il dizionario anglosassone alla voce «Éarendel» riporta «Luce brillante, raggio», ma qui ha chiaramente un significato particolare. Tolkien lo interpretò come un riferimento a Giovanni Battista, ma riteneva che Éarendel fosse in origine il nome attribuito alla stella che preannuncia l’alba, cioè Venere. Colpito di trovare questo nome tra i versi di Cynewulf, scrisse molto tempo dopo di aver provato un «curioso fremito», «come se qualcosa in me si fosse mosso, risvegliato per metà dal sonno». […]

Nell’estate del 1914, alla fine della sua lunga vacanza in Cornovaglia, andò a passare dei giorni nel Nottinghamshire, nella fattoria dei Brookes-Smith dove c’erano la zia Jane e il fratello Hilary. In quella occasione, ispirandosi per il titolo a quei versi del Christ di Cynewulf dei quali era rimasto affascinato, scrisse The Voyage of Éarendel the Evening Star (Il Viaggio di Éarendel stella della sera). Cominciava così:

*Éarendel sprang up from the Ocean’s cup

In the gloom of the mid-world’s rim;

From the door of Night as a ray of light

Leapt over the twilight brim,

And launching his bark like a silver spark

From the golden-fading sand

Down the sunlit breath of Day’s fiery death

He sped from Westerland

J.R.R. Tolkien

«Sorse Éarendel dove la tenebra fluisce / dell’Oceano alla riva silenziosa:

per la bocca della Notte quasi raggio che lambisce / la costa dov è pallida e scoscesa /

lanciò la barca come scintilla d’argento / dalla sabbia estrema e solitaria/

e alle brezze del giorno che muore in un incendio / egli salpò dall’Ovestlandia».

I versi successivi descrivono il viaggio della nave stellare attraverso il firmamento, un cammino che prosegue fino a che le luci del mattino la cancellano alla vista. Il concetto della stella guidata dal marinaio la cui nave attraversa il cielo traeva sì spunto dal poema di Cynewulf, ma la lirica era del tutto originale. Si trattava dell’inizio della mitologia personale di John Ronald Reuel Tolkien.

¹Ad oggi Cynewulf è riconosciuto quale autore della sola parte centrale del Christ, mentre un tempo gli era attribuita interamente

J.R.R. Tolkien – Lettere 1914/1973 Ed. Bompiani 2017 (A cura di H. Carpenter e C. Tolkien) pag. 16, pag. 688 trad. Lorenzo Gammarelli
Humphrey Carpenter – J.R.R. Tolkien – La Biografia. Ed. Lindau 2009 Cap. 6 “Riuniti” pag. 103-104 114-115 trad. Franca Malagò e Paolo Pugni