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Tolkien nel 1914-15: La Laurea e l’arruolamento

Approfondimenti degli eventi della vita di J.R.R. Tolkien nel 1914-15: parleremo di: 1) L’ entrata in guerra dell’Inghilterra 2) Il gruppo di amici con cui ha condiviso la maggior parte dei suoi studi al College e in parte anche durante il conflitto mondiale 3) La scoperta della lingua finnica 4) La Laurea in Lingua e Letteratura Inglese

Il Primo Conflitto Mondiale

1) Verso la fine del 1914, l’Inghilterra dichiarava guerra alla Germania. I giovani si arruolavano a migliaia, rispondendo alla chiamata alle armi del Generale Kitchener (kìčinë›, Horatio Herbert lord. – Bally Longford, Kerry, Irlanda, 1850 – Mare del Nord 1916). Tolkien avrebbe voluto restare ad Oxford fino al conseguimento della Laurea, ma datosi che le zie e gli zii si aspettavano che si arruolasse, così come aveva fatto già suo fratello Hilary come trombettiere, si trovò costretto nel farlo. Una disposizione però gli venne incontro in quanto avrebbe potuto continuare a studiare, svolgendo l’addestramento militare nel corpo ufficiali, rimandando così la partenza per il fronte fino al conseguimento della laurea. Rasserenato, iniziò questa doppia vita e fu felice di scoprire che G.B. Smith (suo amico) era stato assegnato anch’egli ai Fucilieri di Lancashire, e avrebbe cercato di farsi arruolare nel battaglione in cui si trovava Smith.

L’addestramento piaceva a Tolkien. Egli scriveva ad Edith quanto lo considerasse “un dono del cielo” : si sentiva in perfetta forma sia fisica che mentale, infatti presto iniziò ad adattare la vicenda di Kullervo trasformandola in una leggenda in versi e prosa (il poema originale Kalevala era in lingua finnica). Kullervo, sfortunato giovane che ignaro commette incesto: quando se ne rende conto si suicida gettandosi sulla sua spada.

Società Barroviana e del Club del Tè

2) La TCBS, iniziali di Tea Club and Barrovian Society (Società Barroviana e del Club de Tè),era una società informale e semisegreta formata da Tolkien, Robert Quilter Gilson (25 Ottobre 1893- 1 Luglio 1916), Geoffrey Bache Smith (18 Ottobre 1894-3 Dicembre 1916) e Christopher Wiseman (20 Aprile 1893-25 Luglio 1987) mentre frequentavano la King’s Edward’s School di Birmingham nel 1911. Questa sigla era una allusione all’abitudine dei quattro di bere tè nella biblioteca della scuola di nascosto, e presso i magazzini Barrow’s, vicino alla scuola.

Tolkien e l’amicizia

Per Ronald la scuola e gli amici erano il centro della sua vita. Nel periodo di veto forzato da Padre Francis (di cui abbiamo parlato nella prima lettera), che corrispondeva a quello in cui la maggior parte dei giovani scopre la compagnia femminile, John cercava di dimenticare o quanto meno assopire le fantasticherie romantiche per Edith, condividendo le scoperte e gli studi con le persone del suo stesso sesso. D’altronde, la società in cui si era tuffato era composta interamente da uomini. Alla King Edward’s, nel 1911, la biblioteca scolastica era amministrata da un gruppo di “Bibliotecari”: Tolkien, Wiseman, Gilson, il figlio del preside e altri tre o quattro.

Christopher Wiseman, sessantaquattro anni dopo, riportò a proposito dell’origine di questo circolo:

«[…] Gli esami proseguivano […] e se non ne avevi uno da sostenere, non avevi niente da fare. Perciò cominciammo a prendere il tè nella biblioteca della scuola. […] Facevamo bollire l’acqua su un fornellino ad alcool. […] mentre gli addetti alla pulizia si affaccendavano in giro con scope, secchi e spazzoloni, gettando segatura per terra, finivamo per buttare le foglie del tè nei loro secchi. Durante il periodo estivo, la nostra meta preferita per il tè erano i Magazzini Barrow, in Corporation Street. Nella sala da tè […] c’era in tavolo da sei tra due lunghe panche. Questo divenne il nostro posto di ritrovo preferito e prendendo in prestito il nome del luogo, diventammo la Barrovian Society».

Christopher Wiseman

Gilson aveva ereditato dal padre un volto espressivo e una mente sveglia, appassionato di disegno e pittura (sopratutto di quella Rinascimentale). Wiseman era un esperto di scienze naturali, di musica, matematica e compositore. John Ronald era l’esperto di idiomi germanici, di filologia e di letteratura nordica. Tutti e tre avevano in comune una profonda conoscenza della letteratura greca e latina. Più tardi si aggiunse Smith, più giovane sia di Tolkien che di Gilson. Non era un classicista ma si integrò subito con gli altri tre poiché aveva una competenza esemplare e abbastanza rara alla King Edward’s: conosceva la letteratura inglese e in particolare la poesia ed era un aspirante poeta in proprio.

La scoperta della lingua Finnica

3) Tolkien scoprì il finnico nel 1912, quando ancora frequentava l’Exeter College, nel periodo in cui non poteva scrivere o vedere Edith, parecchi mesi prima della maggiore età. Sperando di impararlo fin da quando aveva letto il Kalevala (nella traduzione inglese), cercò e trovò una grammatica finnica, con l’aiuto della quale iniziò a leggere il poema in lingua originale. Disse in seguito: «Fu come scoprire una cantina piena di vini eccellenti, mai assaggiati prima. Finii quasi per ubriacarmi». L’effetto che produsse sulla sua inventiva fu fondamentale e duraturo. Abbandonò il neogotico e cominciò a creare un idoma personale molto influenzato dal finnico. Era questa la lingua che in seguito sarebbe apparsa nelle sue storie come «Quenya» . Esordì in una associazione culturale del College parlando della mitologia finnica:

«Queste ballate sono piene di quel primitivo sottobosco che la letteratura europea ha tagliato, ridotto e ridisposto con diversa qualità e pienezza per molti secoli. Vorrei che fosse rimasto più materiale, e qualcosa, almeno, che potesse attribuirsi alla cultura inglese».

J.R.R. Tolkien

Un concetto interessante: Già pensava, forse, di creare lui stesso quella mitologia per l’Inghilterra.

Continuò a lavorare sul finnico e nel 1915 era pervenuto ad un buon grado di complessità. Sentiva questo suo idioma personale come un “passatempo un po’ folle”, e più ci lavorava, più sentiva il bisogno di scrivere una “storia” che lo sostenesse. Non poteva esistere un idioma senza un popolo che lo parli. La sua “bislacca lingua fatata” si fece strada e Tolkien decise definitivamente che questa era la lingua parlata dagli esseri fatati, o Elfi, che Éarendel incontrò nel suo strano viaggio (come spiegato nella seconda lettera).

First Class Honours

4) Nel corso del 1915, oltre a dedicarsi alla fase embrionale della sua mitologia (iniziando a lavorare sul Lay di Éarendel, poesia che includeva alcuni elementi che appariranno anche nel Silmarillion), Tolkien era occupato anche nel prepararsi per lo Schools, l’esame finale di Lingua e Letteratura inglese. Nella seconda settimana di Giugno nel 1915 (giorno non noto) ottenne una First Class Honours. Nel Regno Unito la First Class è la più alta classificazione di onorificenze e indica un alto rendimento accademico. Con il massimo dei voti, Tolkien era abbastanza sicuro che, a guerra finita, sarebbe riuscito ad ottenere un incarico accademico.

J.R.R. Tolkien – Lettere 1914/1973 Ed. Bompiani 2017 (A cura di H. Carpenter e C. Tolkien) pag. 17, pag. 688 trad. Lorenzo Gammarelli

Humphrey Carpenter – J.R.R. Tolkien – La Biografia. Ed. Lindau 2009 Cap 4 “TCBS e altro” pag. 74-75-76 Cap. 5 “Oxford” pag. 95 Cap. 7 “Riuniti” pag. 117-118-123-124 trad. Franca Malagò e Paolo Pugni

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Lettere di Tolkien

Éarendel, genesi del mito Tolkeniano

Le Lettere di Tolkien

John Tolkien scrive nuovamente ad Edith Bratt in data 27 novembre 1914. Di questa lettera approfondiremo una serie di particolari essenziali, che non troviamo circostanziati nell’opera di cui stiamo trattando, ma che vengono spiegati ampiamente in biografia. Parleremo della prima “ispirazione” di Tolkien: la storia di Éarendel, un antico poema anglosassone.

Il resoconto della sua quotidianità è breve ma intenso e zeppo di impegni come tutte la sue giornate invero: “Ho lavorato circa quattro ore dalle 9:20 fino all’1 del mattino: tutto il pomeriggio esercitazione, […] John Tolkien nel 1914 frequentava l’ultimo anno di Lingua e Letteratura Inglese ad Oxford e al contempo si preparava all’arruolamento nell’Esercito nei Corpi di addestramento militare dell’Università, quindi ciò significa esercitazioni sotto la pioggia, col freddo, ad infradiciarsi nel fango, nonché la manutenzione delle proprie armi, insomma una vita universitaria per nulla paragonabile ai tempi moderni; nel 1914 infatti, verso la fine dell’estate, durante il conflitto della prima guerra mondiale l’Inghilterra dichiarava guerra alla Germania).

[…] cinque-sei ore di lezione e dopo cena con T.W. Earp (accennato nella prima lettera) sono andato ad un incontro del Club del Dibattito (una sorta di tavola rotonda aperta alle discussioni su argomenti legati al mondo della scuola e non solo). Tolkien scrive a Edith che la serata al Club è stata pessima per quanto riguarda il saggio iniziale, ma che il dibattito è stato interessante.

Quella serata era dedicata ai compositori e John lesse un poemetto di sua invenzione: “Éarendel*”, che ricevette una buona critica.

Gli studi di Tolkien sui dialetti del West Midland

E’ vitale spiegare la genesi di questo poema: Éarendel nacque dall’interessamento di Tolkien nell’ampliare le sue conoscenze del dialetto del West Midland (la regione che comprende le contee di Herefordshire, Shropshire, Staffordshire, Warwickshire e Worcestershire: in quest’ultima contea affondavano le radici della sua famiglia da parte materna, più precisamente nella città di Evesham, dove i Suffield avevano vissuto per molte generazioni) durante il medioevo inglese, poiché lo associava alla sua infanzia e ai suoi antenati. Cominciò cosi a leggere un buon numero di testi in antico inglese, che gli erano ancora sconosciuti. Tra questi c’era il Christ¹ (Il Sogno della Croce. Cristo) di Cynewulf, una raccolta di poemi religiosi anglosassoni.

Cynewulf, ispirazione di Tolkien

Cynewulf (/ˈkɪniwʊlf/antico inglese: [ˈkynewuɫf]; scritto anche Cynwulf o Kynewulf ) è uno dei dodici poeti dell’antico inglese conosciuti per nome ed è considerato una delle figure preminenti della poesia cristiana anglosassone per l’appunto. Conosciamo il suo nome per mezzo di firme runiche che si intrecciano nelle quattro poesie che compongono il suo corpus narrativo.

Due righe lo colpirono in particolar modo:

Éala Éarendel engla beorhtast

ofer middangeard monnum sended

«Ave Éarendel il più luminoso di tutti gli angeli

/ inviato agli uomini sulla terra di mezzo» [N.d.T]

Il dizionario anglosassone alla voce «Éarendel» riporta «Luce brillante, raggio», ma qui ha chiaramente un significato particolare. Tolkien lo interpretò come un riferimento a Giovanni Battista, ma riteneva che Éarendel fosse in origine il nome attribuito alla stella che preannuncia l’alba, cioè Venere. Colpito di trovare questo nome tra i versi di Cynewulf, scrisse molto tempo dopo di aver provato un «curioso fremito», «come se qualcosa in me si fosse mosso, risvegliato per metà dal sonno». […]

Nell’estate del 1914, alla fine della sua lunga vacanza in Cornovaglia, andò a passare dei giorni nel Nottinghamshire, nella fattoria dei Brookes-Smith dove c’erano la zia Jane e il fratello Hilary. In quella occasione, ispirandosi per il titolo a quei versi del Christ di Cynewulf dei quali era rimasto affascinato, scrisse The Voyage of Éarendel the Evening Star (Il Viaggio di Éarendel stella della sera). Cominciava così:

*Éarendel sprang up from the Ocean’s cup

In the gloom of the mid-world’s rim;

From the door of Night as a ray of light

Leapt over the twilight brim,

And launching his bark like a silver spark

From the golden-fading sand

Down the sunlit breath of Day’s fiery death

He sped from Westerland

J.R.R. Tolkien

«Sorse Éarendel dove la tenebra fluisce / dell’Oceano alla riva silenziosa:

per la bocca della Notte quasi raggio che lambisce / la costa dov è pallida e scoscesa /

lanciò la barca come scintilla d’argento / dalla sabbia estrema e solitaria/

e alle brezze del giorno che muore in un incendio / egli salpò dall’Ovestlandia».

I versi successivi descrivono il viaggio della nave stellare attraverso il firmamento, un cammino che prosegue fino a che le luci del mattino la cancellano alla vista. Il concetto della stella guidata dal marinaio la cui nave attraversa il cielo traeva sì spunto dal poema di Cynewulf, ma la lirica era del tutto originale. Si trattava dell’inizio della mitologia personale di John Ronald Reuel Tolkien.

¹Ad oggi Cynewulf è riconosciuto quale autore della sola parte centrale del Christ, mentre un tempo gli era attribuita interamente

J.R.R. Tolkien – Lettere 1914/1973 Ed. Bompiani 2017 (A cura di H. Carpenter e C. Tolkien) pag. 16, pag. 688 trad. Lorenzo Gammarelli
Humphrey Carpenter – J.R.R. Tolkien – La Biografia. Ed. Lindau 2009 Cap. 6 “Riuniti” pag. 103-104 114-115 trad. Franca Malagò e Paolo Pugni
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Le lettere di Tolkien: Prima lettera

A Edith Bratt

Sinossi

La raccolta delle Lettere di Tolkien dal 1914 al 1973 è una raccolta redatta dal suo biografo Humphrey Carpenter con l’assistenza del figlio di Tolkien, Christopher e tratta le lettere in cui egli discute i suoi libri, ma nella selezione, i curatori dell’opera hanno cercato di mostrare l’ampiezza e la vastità degli interessi di Tolkien e la sua visione del mondo, originale ma sempre chiara. Sono state scelti solo pochi passaggi nei quali si fa riferimento ad Edith Bratt, sua prima fidanzata e moglie e sono lettere molto personali.

Edith Bratt e J.R.R. Tolkien si erano fidanzati ufficialmente nel 1913 (ma si erano conosciuti da adolescenti a Birmingham a casa di Mrs. Faulkener, dove abitava anche Edith, orfana di madre da cinque anni e dove visse anche Ronald e suo fratello Hilary come ospiti nei primi mesi del 1908 dopo la scomparsa dell’adorata madre Mabel; fu il tutore Padre Francis che trovò questa sistemazione perché comprese che i ragazzi non erano felici nello “scialbo alloggio” offerto da zia Beatrice); John scrisse questa lettera ad Edith durante l’ultimo anno di università ad Oxford (nell’ottobre del 1914) e studiava Lingua e Letteratura Inglese (e al contempo si preparava all’arruolamento nell’esercito nei Corpi di addestramento militare dell’università*).

Edith e Ronald: Un amore predestinato

Ma la sua prima vera “lettera” ad Edith risale alla mezzanotte del 3 Gennaio 1913, giorno del suo 21’ compleanno. Ronald era diventato maggiorenne (all’epoca, cosa che probabilmente i giovani d’oggi ignorano, la maggiore età si raggiungeva a ventun anni, non a diciotto); seduto sul suo letto, le rinnovò la sua dichiarazione d’amore, dopo lo struggente periodo di divieto imposto dal suo tutore di scriverle fino alla maggiore età. Dopo tre anni di attese e di speranze le chiede immediatamente: “Quanto tempo dovrà passare ancora, prima di riuscire a unirci davanti a Dio e al mondo?” Edith gli risponde che si era fidanzata con George Field, fratello della sua compagna di scuola Molly, ma Tolkien non aveva intenzione di rompere cosi facilmente con Edith e capì che dopotutto questo fidanzamento così inatteso era frutto di un momento in cui lei aveva iniziato a paventare di rimanere zitella; infatti realmente aveva cominciato a dubitare di lui credendo che si fosse dimenticato di lei. L’ 8 Gennaio 1913 Ronald partì in treno per Cheltenham, e trovò Edith che lo aspettava alla stazione.

Ottobre 1914

La lettera in questione, invece, scritta nell’Ottobre (senza data) del 1914 si “apre” con dettagli affettivi e sentimentali molto intimi, tipici del suo carattere da “cliché romantici”. Finalmente riuniti e fidanzati (ma non ufficialmente fino all’8 Gennaio 1914) e spazzata via ogni ombra di dubbio nella testa e nel cuore di Edith, ripresero a scriversi poi con una certa regolarità (ripresero anche a vedersi, ma ne parleremo in seguito).

“Tu mi scrivi splendide lettere, piccola; io invece con te sono un disgraziato. Sembrano secoli da quando ti ho scritto”.

J.r.r. Tolkien ad Edith Bratt

John si giustifica un po’ con Edith raccontandole i motivi per i quali non le scriveva da tempo e non erano certo alquanto futili: quel sabato ebbe una esercitazione tutto il pomeriggio e restò fradicio a più riprese e i fucili si sporcarono in tal modo che ci vollero “secoli” per pulirli*. Dopo la parte pratica, le spiega varie attività alle quali si dedicò parzialmente poi per giorni, come una tesina inconclusa e la messa solenne a St. Aloysius a cui aveva partecipato con molta felicità interiore, rimarcando con non poca lagnanza che il tutore Padre Francis Xavier Morgan non ce l’aveva lasciato andare quando era all’Oratorio la settimana prima.

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Vari incontri

L’aria confidenziale affettiva si sposta su altri aspetti narrativi frivoli e di informazione: John le racconta di aver dovuto fare visita al Rettore dell’Exeter College e che la moglie era “terribile” e che si era molto annoiato cercando di fuggire via sotto la pioggia per rintanarsi nei suoi libri.

Altri dettagli cronistorici raccontati ad Edith sono: l’incontro con il suo tutor, il sig. Kenneth Sisam, neozelandese più grande di Tolkien di quattro anni, che all’epoca era anche un ricercatore all’Exeter College, nonché assistente di A.S. Napier, il docente di Lingua e letteratura Inglese: motivo fu comunicargli che la tesina non avrebbe potuto consegnargliela prima di quel mercoledì. Inizialmente Ronald era un po’ preoccupato e un po’ titubante per la specializzazione in lingue che aveva scelto (antico e medio inglese) ma trovò presto in Sisam una valida guida, apprezzando e rispettando il suo carattere accurato e diligente.

Curiosità

Verso la conclusione della lettera John accenna alla chiacchierata-introduzione alle ballate finniche del Kalevala (“La Storia di Kullervo” pubblicato postumo alla sua morte nel 2015) con lo “strano tipo”, Thomas Wade Earp, del quale aveva già raccontato antecedentemente ad Edith. Qui troviamo una curiosità. La menzione di Earp viene approfondita nelle note dal traduttore spiegando che Tolkien nella lettera 83 lo chiama “T.W. Earp”, il fesso [twerp in inglese]. Il Dizionario dello slang di Eric Partridge (1937) registra il primo uso della parola “twerp”nel 1910; questo dato apre una possibilità che il nome e le iniziali di Earp abbiano dato origine alla parola (anche se nello slang americano era già in uso nel 1874). Earp divenne esperto di pittura moderna e fu uno dei curatori della raccolta Oxford Poetry 1915, in cui apparve una delle prime poesie pubblicate da Tolkien, Goblin Feet.

Saluti finali

“Ora devo andare alla biblioteca del college e insozzarmi fra libri polverosi, e poi gironzolare alla ricerca dell’economo.” […]

Tolkien di solito si firmava “Ronald” o “R”, anche se a volte usava il primo nome di Battesimo, John.

J.R.R. Tolkien – Lettere 1914/1973 Ed. Bompiani 2017 (A cura di H. Carpenter e C. Tolkien) pag. 15-16, pag. 687 trad. Lorenzo Gammarelli
Humphrey Carpenter – J.R.R. Tolkien – La Biografia. Ed. Lindau 2009 Cap. 5 “Oxford” pag. 96-97, Cap. 6 “Riuniti” pag. 100-105 trad. Franca Malagò e Paolo Pugni
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Tolkien Reading day 2022

Il 25 Marzo di ogni anno si tiene la Giornata della lettura di Tolkien. La data del 25 marzo è stata scelta in quanto avviene la distruzione dell’ Anello del Potere e Frodo così completa la sua missione e permette col suo lungo viaggio estenuante la sconfitta di Sauron.

Il Tolkien Reading Day è stato organizzato per la prima volta dalla Tolkien Society inglese a partire dal 2003 per incoraggiare i fan a celebrare e promuovere la vita e le opere di JRR Tolkien leggendo i loro passi preferiti. La Tolkien Society incoraggia in particolare scuole, musei e biblioteche nell’ospitare i propri eventi della Giornata della lettura di Tolkien.

Quest’anno il tema scelto è “Amore e Amicizia”.

Vi invitiamo ad unirvi a questa celebrazione rispolverando un capitolo o un passo preferito dell’autore. Quest’anno la Tolkien Society ha indetto un evento di lettura online in video streaming e noi seguiamo questa scia promuovendo noi stessi la lettura di un passo tratto da “Il Ritorno del Re” (Terzo volume del romanzo “Il Signore degli Anelli”)

Ringrazio Leonilda, Maria e mio figlio Francesco per aver letto queste righe bellissime del capitolo “La Torre di Cirith Ungol”.

Buon Tolkien Reading day!

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Gli anelli del Potere

“Gli anelli del potere”, la nuova serie Amazon Prime

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere. È questo il titolo che Prime Video, il servizio streaming di Amazon, ha scelto per il suo attesissimo adattamento televisivo della celebre saga fantasy scritta da J.R.R. Tolkien. Un titolo che, ai fan non sarà sfuggito, racchiude tutto il senso di un’operazione a dir poco colossale, perché preannuncia una storia epica che salda insieme – mai parole furono più azzeccate, basta dare un’occhiata al video-annuncio per capirlo – gli eventi più importanti della Seconda Era di Tolkien durante la quale la serie è ambientata: la forgiatura degli iconici anelli.

Gli anelli del Potere
Prima immagine ufficiale della serie Amazon

La trama e il cast de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere

In streaming su Prime Video dal 2 settembre, ogni venerdì con un nuovo episodio, Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere porterà per la prima volta sugli schermi le eroiche leggende della mitica Seconda Era della storia della Terra di Mezzo. Questo drama epico si svolge migliaia di anni prima degli eventi narrati in Lo Hobbit Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, e porterà gli spettatori in un’era lontana in cui furono forgiati grandi poteri, regni ascesero alla gloria e caddero in rovina, improbabili eroi furono messi alla prova, la speranza appesa al più esile dei fili, e uno dei più grandi cattivi usciti dalla penna di Tolkien minacciò di far sprofondare tutto il mondo nell’oscurità.

Sinossi de “Gli Anelli del Potere”

Partendo da un momento di relativa pace, la serie segue un gruppo di personaggi – alcuni già noti, altri nuovi – mentre si apprestano a fronteggiare il temuto ritorno del male nella Terra di Mezzo. Dalle più oscure profondità delle Montagne Nebbiose, alle maestose foreste della capitale elfica di Lindon, all’isola mozzafiato del regno di Númenor, fino ai luoghi più estremi sulla mappa, questi regni e personaggi costruiranno un’eredità che sopravvivrà ben oltre il loro tempo.

Gli sceneggiatori

La sceneggiatura de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere è di J.D. Payne e Patrick McKay, già dietro le quinte di Star Trek 4 e anche produttori esecutivi della serie. Il cast include invece Cynthia Addai-Robinson (Arrow), Robert Aramayo (Il Trono di Spade), Owain Arthur (Casualty), Maxim Baldry (Strike Back), Nazanin Boniadi (Counterpart), Morfydd Clark (His Dark Materials) nel ruolo di una giovane Galadriel, Ismael Cruz Córdova (Berlin Station), Charles Edwards (The Crown), Trystan Gravelle (A Discovery of Witches), Lenny Henry (Broadchurch), Ema HorvathMarkella Kavenagh (Picnic at Hanging Rock), Joseph Mawle (Il Signore degli Anelli), Tyroe MuhafidinSophia NomveteLloyd OwenMegan Richards (Wanderlust), Dylan Smith (Into the Badlands), Charlie Vickers (I Medici), Leon WadhamBenjamin Walker (La ferrovia sotterranea), Daniel Weyman (Testimoni silenziosi) e Sara Zwangobani.

“Gli anelli del Potere”: Parlano gli ideatori

“Immaginiamo che questo titolo potrebbe essere sul dorso di un libro accanto agli altri classici di J.R.R. Tolkien. Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere unisce tutte le storie principali della Seconda Era della Terra di Mezzo: la forgiatura degli anelli, l’ascesa di Sauron l’Oscuro Signore, l’epica storia di Númenor e l’Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini”, hanno spiegato Payne e McKay. “Sino ad oggi, gli spettatori hanno visto sullo schermo solamente la storia dell’Unico Anello – ma prima che ce ne fosse uno, ce n’erano molti… e siamo entusiasti di condividere la loro epica storia”.

Il trailer

Fonte: Coming Soon

Leggi pure: 25 Febbraio 3019: Gli Argonath – Bay of Belfalas

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Una festa a lungo attesa

Una festa a lungo attesa

Oggi e ogni 22 Settembre ricorre, nel mondo creato dalla penna geniale di J.R.R. Tolkien, la Festa di Compleanno di Bilbo: fu una festa organizzata da Bilbo stesso il 22 Settembre 3001 della Terza Era con l’aiuto di Gandalf e Frodo (quest’ultimo tenuto però all’oscuro di alcuni dettagli) per festeggiare il suo 111° compleanno ai piedi del grande prato sormontato dall’ Albero della Festa di Hobbiville. La festa proprio, con il primo capitolo “Una festa a lungo attesa” introduce la storia de “Il Signore degli Anelli” e coincide anche con il 33° compleanno di Frodo, che entra a tutti gli effetti nella maggiore età.

Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione. Bilbo era estremamente ricco e bizzarro e, da quando sessant’anni prima era sparito di colpo, per ritornare poi inaspettatamente, rappresentava la meraviglia della Contea.

J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, cap. “Una festa a lungo attesa”

Frodo è sempre stato il cugino preferito di Bilbo, tant’è che a novantanove anni, nel 2989 della Terza Era, Bilbo lo adottò e lo portò con sé a Casa Baggins e non avendo figli suoi, scelse Frodo come adottivo e legittimo erede. E tutte le speranze dei Sackville-Baggins, cugini di Bilbo Baggins, di ereditare tutto il suo patrimonio alla sua morte, nonchè la sua bellissima casa “Bag End”, svanirono con l’adozione di Frodo, lasciandosi investire nel tempo da un astio detestabile verso i due Baggins.


“Sarebbe meglio che tu venissi a stare da me”, disse un giorno Bilbo, “così potremmo festeggiare insieme i nostri compleanni”.
A quell’epoca Frodo era ancora negli enti, come gli Hobbit chiamavano gli irresponsabili anni tra l’infanzia e la maggiore età (33)

J.R.R. Tolkien
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Le Lettere di Babbo Natale

Le Lettere di Babbo Natale – Centenario dalla prima lettera

Il 25 dicembre 1920 J.R.R. Tolkien cominciò ad inviare ai propri figli lettere firmate Babbo Natale. Infilate in buste bianche di neve, ornate di disegni, affrancate con francobolli delle Poste Polari e contenenti narrazioni illustrate e poesie, esse continuarono ad arrivare a casa Tolkien per oltre trent’anni, portate dal postino o da altri misteriosi ambasciatori. Una scelta di questi messaggi annuali, trascritti a volte in forma di colorati logogrifi, formano questa fiaba intitolata “Le lettere di Natale”, scritta a puntate da un Tolkien non tanto in vena di paterna e didattica allegria, quanto in groppa all’ippogrifo della sua fantasia filologica e ironica.

Lettere di Babbo Natale

La prima delle Lettere di Babbo Natale è rivolta al primogenito di casa Tolkien, John, che all’epoca ha soltanto tre anni. L’ultimo messaggio, invece, risale al 1943 ed è indirizzato alla quarta e ultima figlia dello scrittore, Priscilla, già quattordicenne ma, a quanto pare, decisamente restia a troncare i rapporti con il caro vecchio «Babbo Natale».

Infilate in buste bianche di neve, ornate di disegni, affrancate con francobolli delle Poste Polari e contenenti narrazioni illustrate e poesie, in tutti quegli anni esse continuarono ad arrivare a casa Tolkien, portate dal postino o da altri misteriosi ambasciatori per i figli del professore: oltre John e Priscilla anche per Michael e Christopher. Le lettere erano anche contraddistinte da differenti grafie: energica anche se un po’ tremolante quella di Babbo Natale; grossolana e all’occorrenza scorretta quella del suo principale aiutante l’irruente Orso Polare; raffinata e filiforme infine quella dell’elfo Ilbereth, che fa la sua comparsa nel 1936, proprio quando Tolkien sta ultimando la stesura dello Hobbit. Babbo Natale vive al Polo Nord, nella grande Casa di Roccia.

Con lui vivono l’Orso Polare e i cuccioli suoi nipoti, tra cui Paksu e Valkotukka (“Grasso” e “Pelobianco”); gli Uomini-di-neve e i loro bambini; gli Gnomi Rossi e gli Elfi (uno dei quali è appunto Ilbereth, che diventerà segretario di Babbo Natale). L’Orso Polare (detto, in lingua artica, anche “Karhu”) lo aiuta a confezionare i pacchi con i doni; Paksu e Valkotukka gli scombinano l’organizzazione della casa; le renne lo accompagnano nei viaggi; gli Elfi difendono tutti contro i Folletti; e Babbo Natale, tra un fuoco d’artificio dell’Aurora Boreale e una visita dell’Uomo della Luna (impegnato a mettere ordine tra le stelle), passa il tempo, oltre che a consegnare doni, a descrivere (a disegnare) con ordinato disordine il disordinato ordine del suo mondo.

Le Lettere di Babbo Natale
Lettere di Babbo Natale edizione bompiani italiana

Le lettere di Babbo Natale, scritte da J.R.R.Tolkien, furono pubblicate per la prima volta nel 1976 in lingua originale, e in Italia nel 1980.

Aggiornamento Anno 2020

Lettere da Babbo Natale: edizione del Centenario

La Houghton Mifflin Harcourt, editore statunitense delle opere di Tolkien, ha annunciato un’altra iniziativa editoriale. Il 6 ottobre 2020 è stato pubblicato Letters from Father Christmas, Centenary Edition (al momento solo versione inglese). Cento anni fa Tolkien inviò la prima lettera al suo primogenito, John, nel 1920. Questa edizione speciale in edizione deluxe con cofanetto e copertina rigida comprenderà anche un’introduzione della nuora Baillie Tolkien (la seconda moglie di Christopher Tolkien), che riflette sul centenario delle lettere, nonché alcuni biglietti inediti e una lettera di Tolkien. Le Lettere da Babbo Natale hanno visto moltissime edizioni e sono cresciute nel tempo fino a comprendere tutte le lettere dal 1920 al 1942.

Le Lettere di Babbo Natale - Centenario dalla prima lettera
Edizione Inglese stampata in occasione del centenario dalla prima lettera scritta al figlio John Tolkien

LEGGI UN ESTRATTO IN FORMATO KINDLE DELL’EDIZIONE 2010

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(Fonte: Jrrtolkien.it e Wiki)

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J.R.R. Tolkien, 2 Settembre 1973

Note e ricordi nell’anniversario della morte del professor J.R.R. Tolkien

Questa data rappresenta per tutti gli amanti della letteratura Tolkeniana quasi un momento di sacralità, un ricordo vivo attraverso i suoi scritti. L’amicizia, la lealtà, l’amore, il coraggio, ma soprattutto la compassione, sono quei valori che rendono la vita una sfida quotidiana: riflettersi negli altri, nei loro dubbi, nelle loro incertezze. Questo è J.R.R. Tolkien, senso di appartenenza, gioia.

Brevi cenni biografici

J.R.R. Tolkien fu un importante studioso della lingua Anglo-sassone; più propriamente fu Professore di antico-inglese dal 1925 al 1945 nei college Rawlinson and Bosworth e fu professore alla cattedra di Oxford di lingua e letteratura Inglese dal 1945 al 1959.


Nel 1972 Tolkien ricevette la laurea honoris causa all’Università di Oxford e fu insignito dalla regina Elisabetta dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico.

A diciotto anni si innamorò di Edith Bratt, ma il suo tutore, Padre Morgan, gli impedì di vederla e di scriverle fino ai ventuno anni. Tolkien si immerse quindi anima e corpo nello studio dei classici, dell’antico inglese e delle lingue germaniche, all’Exeter College, presso cui aveva vinto, nel 1910, una borsa di studio.

Nel 1913 J.R.R. Tolkien tornò con Edith, e nel 1915 gli fu conferito il titolo di Bachelor of Arts all’Exeter College di Oxford. Poco prima di partire per il fronte, il 22 marzo 1916, si sposò con Edith. Diventò Master of Arts nel 1919, dopo che gli fu concesso il ritorno in patria dalla guerra a causa di continua malattia.

Specializzato nel dialetto medievale dell’Inghilterra centro-occidentale, di cui era originaria la sua famiglia, tradusse e commentò molti testi antichi di importanza letteraria riconosciuta. Fu soprattutto tra il 1920 e il 1930 che scrisse nuovo materiale e perfezionò quello già prodotto negli anni precedenti a partire dal 1917, gettando le basi del legendarium.

Nel 1937 pubblicò “Lo Hobbit”, che seppure fosse una opera di narrativa per un pubblico decisamente giovane, gettò le basi per la stesura di tutto il materiale che J.R.R. Tolkien stesso aveva prodotto fino ad allora, e su richiesta dell’autore (all’epoca HarperCollins), mise in moto tutta la macchina del suo legendarium per pubblicare in tre volumi “Il Signore degli Anelli”, tra il 1954 e il 1955.

Già nei primi anni del XX secolo, Tolkien ideò una lingua artificiale, il Quenya, ispirandosi in parte al finlandese. Fu proprio l’invenzione di questa lingua che spinse l’autore britannico ad immaginare un popolo che potesse parlarla, la sua storia e la sua evoluzione. Fu così che nacquero gli Elfi. Col passare degli anni, Tolkien utilizzò il medesimo processo creativo per creare e sviluppare le storie di tutte le razze che popoleranno il mondo dell’autore in quasi tutti i suoi romanzi.

Tolkien esprime con chiarezza i suoi intenti creativi e il suo approccio narrativo nel saggio Sulle fiabe (On Fairy-Stories del 1947, pubblicato in italiano nei volumi Albero e fogliaIl medioevo e il fantastico) e in alcune delle lettere raccolte da Humphrey Carpenter e dal figlio dell’autore Christopher nel volume La realtà in trasparenza (The Letters of J.R.R. Tolkien, 1981). Il mondo in cui è ambientato Il Signore degli Anelli nasce dalla passione dell’autore per la filologia e per la lingua e la letteratura anglosassone («Iniziai con il linguaggio e mi ritrovai ad inventare leggende dello stesso sapore») e dal desiderio di creare una mitologia originale inglese che, pur artificiale, colmasse, nell’immaginario collettivo, la carenza che egli ravvisava in quella storica

«Fin da quando ero piccolo la povertà del mio amato paese mi rattristava: non possedeva delle storie veramente sue. […] Desideravo creare un insieme di leggende più o meno connesse fra loro, dalle più complicate e cosmogoniche fino alle favole romantiche… e volevo semplicemente dedicarlo all’Inghilterra, al mio paese.»

J.R.R. Tolkien

Iniziò così a prendere corpo l’insieme di racconti, miti, storie, ballate, canzoni e annotazioni sulla Terra di Mezzo che vennero successivamente raccolti dal figlio Christopher nel Silmarillion e nei dodici volumi di The History of Middle-earth (La storia della Terra di Mezzo, quasi totalmente inedita in italiano).

 


Articolo in evidenza

Addio Ian, addio Bilbo!

E’ morto stamattina in un ospedale a Londra, per una malattia legata al Parkinson, a 88 anni, Sir Ian Holm, grande attore shakespeariano diventato popolarissimo a livello globale grazie a film come Alien e le saghe de “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”. Holm si è affermato come interprete camaleontico, diventando una figura di punta della Royal Shakespeare Company a metà anni ’60. Fra le sue interpretazioni indimenticabili quella in Momenti di gloria di Hugh Hudson per cui è stato nominato all’Oscar. Grande interprete di Shakespeare a teatro e noto per i ruoli cinematografici in film come Alien o Momenti di Gloria (che gli valse una candidatura agli Oscar), Holm era noto soprattutto per essere stato Bilbo Baggins nella saga del Signore degli Anelli.


L’annuncio della scomparsa di Holm dell’attore è stato comunicato dal suo agente e ha suscitato immediato cordoglio nel mondo dell’arte e della cultura britannica, e non solo.

www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2020/06/19/e-morto-ian-holm-grande-attore-da-teatro-a-saghe-cult-_09afdd90-5387-45b5-b04a-d3119584c1d5.html

Cap. 1 – I primi anni di Tolkien a Bloemfontein

Il 4 Gennaio 1892 Arthur Tolkien scrisse alla famiglia a Birmingham:

Mia cara mamma,

questa settimana ho una buona notizia per voi. Mabel la scorsa notte (3 gennaio) mi ha regalato un bellissimo bambino. La nascita è avvenuta prima del tempo, ma il bambino è forte e sta bene e Mabel ha superato il parto meravigliosamente. Il bambino è ovviamente adorabile. Ha belle mani, con le dita lunghe, e belle orecchie, capelli biondi, occhi alla Tolkien e una bocca chiaramente “Suffield”. In generale dà proprio l’impressione di essere una versione molto carina di sua zia Mabel Mitton. Quando ieri andammo dal dottor Stollreither, ci disse che si trattava di un falso allarme e consiglio’ all’infermiera di tornare a casa per due settimane; ma si sbagliava, e verso le otto fui costretto ad andarlo a prendere di nuovo e resto’ da noi fino a mezzanotte e quaranta, quando gli offrii un whisky per brindare alla nascita del bimbo. Il primo nome del bambino sarà John, come suo nonno, e probabilmente lo chiameremo John Ronald Reuel. Mab, infatti, vorrebbe chiamarlo Ronald, mentre io preferirei John e Reuel…

John Ronald Reuel Tolkien fu battezzato nella cattedrale di Bloemfontein il 31 gennaio 1892, e alcuni mesi più tardi fu oggetto della sua prima fotografia, scattata nel giardino della Bank House tra le braccia della nurse che si prendeva cura di lui.

[…] Dalle nove e mezza alle quattro e mezza il bambino doveva rimanere in casa, al riparo dalle vampate del sole. Anche in casa il caldo poteva essere molto intenso, e doveva vestire completamente di bianco.

Il bambino assomiglia a un essere fatato quanto è tutto vestito con fiocchi e scarpe bianche

scrisse Mabel alla madre del marito:

Quando è svestito mi sembra che assomigli, ancora di più, a un elfo.

[…] Sia che restassero in Sudafrica sia che decidessero di ritornare in patria, era chiaro che il caldo era dannoso per la salute di Ronald. Bisognava far subito qualcosa per condurlo in un clima più mite. Così nel novembre 1894 Mabel prese con sé i due bambini e li portò verso la costa, vicino a Città del Capo. Dopo questa vacanza tornarono a Bloemfontein e si prepararono per il viaggio in Inghilterra. […] La S.S. Guelph portò via Mabel e i ragazzi dal Sudafrica all’inizio dell’aprile 1895. Tre settimane più tardi […] si ritrovarono tutti a Birmingham. Lì si stabilirono, e la primavera e l’estate portarono notevoli miglioramenti nella salute di Ronald. Alla fine di novembre giunse la notizia che Arthur aveva contratto le febbri reumatiche. Mabel trascorse il natale attanagliata dall’ansia, mentre Ronald si divertiva molto e restava affascinato nel vedere per la prima volta un albero di Natale, molto diverso dagli eucalipti avvizziti che avevano adornato la Bank House il dicembre precedente. Venne gennaio e si seppe che la salute di Arthur era in cattivo stato, sicché Mabel decise di ritornare a Bloemfontein per prendersi cura del marito. Tutto era ormai pronto per il viaggio e Ronald dettò alla nurse questa lettera per il padre:

Carissimo papà,

sono così felice di tornare indietro e rivederti dopo tanto tempo da quando siamo venuti via e spero che la nave ci porti tutti da te: mamma, Baby e me. […] Sono diventato un uomo grande ora, e ho anche un cappotto da uomo e la mamma dice che tu non riconosceresti né Baby né me. Abbiamo ricevuto tanti regali di Natale, che dobbiamo farti vedere. La zia Grace è venuta a trovarci e ho camminato ogni giorno e ho cavalcato solo un pochino sul mio carretto per la posta. Hilary ti manda un sacco di baci con affetto e così faccio io. il tuo amato.

Ronald

La lettera non fu mai spedita, perché nel frattempo arrivò un telegramma: Arthur aveva avuto una violenta emoraggia. Il giorno seguente, il 15 febbraio 1896, Arthur morì. Mentre un preciso resoconto delle sue ultime ore raggiungeva la vedova, il suo corpo veniva sepolto nel cimitero anglicano di Bloemfontein, 7500 chilometri lontano da Birmingham.

(J.R.R Tolkien, La Biografia, Humphrey Carpenter, Bloemfontein)