10 Giorni di Ronald ed Edith – Tolkien e la sua storia d’amore – Giorno 2

 

Ho ricevuto una terribile lettera da padre Francis in cui dice che sono stato visto di nuovo con quella ragazza. […] Mi ha minacciato di troncare la mia carriera universitaria, se non la smetto.

“Depresso e triste come non sono mai stato” scrisse nel suo diario il primo gennaio 1910. “Dio aiutami. Mi sento debole e stanco”. (Era la prima volta che teneva un diario, o almeno questo è il primo dei suoi diari che si sia conservato. Lo userà, d’ora in poi, per annotare dolori e preoccupazioni; e quando, più avanti negli anni, la sua tristezza sparì, cessò di tenere un diario.)

Stava affrontando un dilemma: sebbene lui e Hilary si fossero trasferiti nel nuovo alloggio, non erano molto lontani dalla casa di mrs. Faulkner, in cui viveva Edith. Padre Francis gli aveva chiesto di troncare la sua storia d’amore, senza tuttavia proibirgli specificatamente di vedere la ragazza. Ronald detestava ingannare il suo tutore, ma lui ed Edith decisero di incontrarsi di nascosto. […] Ma ancora una volta erano stati visti insieme. Padre Francis fu molto categorico: Ronald non poteva né incontrare Edith né scriverle. […] Nel diario Ronald scrisse: “Tre anni. E’ terribile”.

Il 16 febbraio scrisse:

L’altra notte ho pregato di poter incontrare Edith per caso. Sono stato esaudito. L’ho vista alle 12.55 al Prince of Wales. Le ho detto che non posso scriverle e che farò in modo di vederla partire fra due giovedì. Sono più felice, ma manca cosi tanto tempo prima che prima che possa vederla e salutarla ancora per l’ultima volta. Non riesco a pensare ad altro.

Quindi, il 21 febbraio:

Ho visto una piccola figura disperata scivolare lungo il marciapiede, con un cappellino di tweed; non ho potuto fare a meno di attraversare la strada e dirle dolci parole d’amore.

Il 23 febbraio ancora:

L’ho incontrata che veniva dalla cattedrale dove era stata a pregare per me.

Sebbene questi incontri fossero casuali, ebbero le peggiori conseguenze possibili.

Humphrey Carpenter, “J.R.R. Tolkien. A Biography”. Cap. 3, Il “linguaggio privato” ed Edith, pag. 69-71

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